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Rinnovabili non fotovoltaiche, assoRinnovabili: ‘il nuovo decreto bloccherà il settore’

di Rossella Calabrese

L’associazione dei produttori chiede al Ministero di modificare il meccanismo di incentivazione

Vedi Aggiornamento del 30/08/2016
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17/06/2015 - “La bozza di decreto sugli incentivi alle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche non appare, purtroppo, sufficiente a garantire un quadro di ulteriore sviluppo per il settore”.
 
È la posizione di assoRinnovabili sull’emanando decreto del Ministero dello Sviluppo Economico per regolamenterà gli incentivi alle FER non fotovoltaiche fino alla fine del 2016.
 
assoRinnovabili esprime forti perplessità “soprattutto in considerazione della recentissima (e inspiegabile) impennata del contatore a 5,765 miliardi di euro, che rischia di vanificare l’efficacia del decreto e l’obiettivo di disciplinare (fino al raggiungimento del tetto massimo di 5,8 miliardi) la transizione verso un nuovo modello di sostegno compatibile con la disciplina europea sugli aiuti di Stato”.
 
Ciò premesso - afferma l’associazione dei produttori di energia da fonti rinnovabili -, il testo contiene alcuni elementi positivi come, ad esempio, la possibilità di accedere alle tariffe del DM 6 luglio 2012 per gli impianti che entreranno in esercizio entro un anno dall’uscita del nuovo Decreto, nonché il riconoscimento del primo criterio di priorità per gli impianti risultati idonei ma esclusi dai Registri precedenti per esaurimento dei contingenti e ancora i principi individuati in tema di manutenzioni.
 
Allo stesso tempo - secondo assoRinnovabili - sono presenti numerosi punti negativi, tra cui:
 
- l’orizzonte temporale molto breve, solo fino al 1° dicembre 2016, che non permette agli operatori di programmare adeguatamente gli investimenti nelle loro imprese, peraltro aggravato dal raggiungimento che sembrerebbe ormai prossimo del tetto dei 5,8 miliardi di euro;
- la riduzione dei contingenti incentivabili resi talmente esigui tali da non sanare nemmeno tutte le istanze risultate idonee ma non ammesse ai Registri precedenti;
- il taglio drastico degli incentivi, in particolare per i piccoli impianti: fino al 40% in meno al mini eolico, fino al 18% in meno per il mini idroelettrico e fino al 17% per i piccoli impianti a biomasse e biogas.
 
In un documento di analisi, assoRinnovabili ha rilevato i profili di criticità della bozza di decreto e ha proposta una modifica. Secondo l’associazione, “se la bozza non verrà emendata, si assisterà, di fatto, al blocco del settore che ha generato occupazione, senza contare i benefici per l'ambiente e la nostra salute e che, non ultimo, ci ha resi più indipendenti dai produttori di energia da fonti fossili”.
 
assoRinnovabili auspica che il Ministero rifletta su queste osservazioni e, pur comprendendo il delicato momento economico, adotti una strategia maggiormente green.
 
 

 

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