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RISTRUTTURAZIONE

Agenzia del Demanio: i fari potranno diventare alberghi

di Rossella Calabrese

A breve il bando per attivare investimenti privati per progetti turistico-culturali

Vedi Aggiornamento del 28/07/2016
09/06/2015 - Riutilizzare a scopo turistico e culturale i fari, avamposti di terra spesso incastonati in panorami mozzafiato.
 
È l’obiettivo del ‘Piano Fari’ che sarà presentato domani dall’Agenzia del Demanio. A breve partirà la consultazione per costruire al meglio il bando per la concessione di valorizzazione, destinato a selezionare progetti di recupero da parte di investitori privati, premiando i migliori con concessioni di lungo periodo.
 
Lo Stato è pronto a dare in concessione ai privati i primi 10 fari, alcuni nelle più belle isole italiane, dall’Elba alle Eolie, replicando casi di successo già sperimentati in Italia (come quello del Faro di Capo Spartivento a Domus de Maria, in provincia di Cagliari) o all’estero.
 
Il modello è quello dei ‘Paradores’ in Spagna e delle ‘Pousadas’ in Portogallo, esperienze in grado di coniugare l’attrazione e l’accoglienza di domanda turistico-ricettiva con la tutela e la valorizzazione dei beni culturali.
 

Valore Paese

Il ‘Piano Fari’ fa parte del più complessivo progetto ‘Valore Paese’ che prevede la concessione di caserme, ospedali, scuole, teatri o ex colonie sui litorali allo scopo di recuperare e valorizzare immobili pubblici inutilizzati che potrebbero rappresentare importanti fonti di reddito per il bilancio pubblico.
 
Dello stesso Piano fa parte il ‘Progetto Caserme’: il Ministero della Difesa punta a cederne il maggior numero possibile, anche per rientrare dei costi, e così quella di Bologna si trasformerà nel più grande campus universitario europeo, mentre quella di Via Guido Reni di Roma, a due passi dal museo di arte contemporanea Maxxi, potrebbe assumere la forma dalla nuova Città della Scienza della capitale.
 

686 immobili pubblici da valorizzare

Il 31 maggio si è chiusa la prima fase del progetto ‘Proposta Immobili 2015’: Regioni, Province, Comuni e altri Enti pubblici hanno candidato 686 immobili, tra cui castelli, ville, caserme, colonie marine, teatri, conventi, edifici storici, alberghi, impianti sportivi, prefetture, ospedali, scuole, una masseria in Puglia, un campo da golf a Sanremo e un parco divertimenti a Fano.
 
Il portafoglio immobiliare proposto è costituito da beni dislocati su tutto il territorio nazionale, in particolare, nelle regioni del centro-nord: 92 in Piemonte, 87 in Abruzzo, 79 in Lombardia, 73 in Toscana, 52 in Sicilia, 51 in Veneto, 49 in Liguria, 45 in Emilia Romagna, 40 in Campania, 33 in Puglia, 28 nel Lazio, 18 nelle Marche, 15 in Friuli Venezia Giulia, 11 in Umbria, 7 in Sardegna, 2 in Trentino Alto Adige e Calabria, 1 in Basilicata e Valle d’Aosta.
 
Terminata la fase di candidatura degli immobili, è ora in corso un’attività di analisi e raccolta di ulteriori dati e informazioni per ogni singolo immobile, che terminerà il 31 luglio prossimo.  Questa operazione consentirà di definire la modalità di valorizzazione o cessione dei diversi beni mediante gli strumenti e le procedure disponibili dalla normativa vigente (Fondi Immobiliari, Invimit S.G.R, CDP Investimenti, vendita diretta a CDP).
 
 


 
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