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AMBIENTE

Dissesto idrogeologico: ecco i criteri per i primi interventi

di Alessandra Marra

Attenzione alla sicurezza delle persone esposte al rischio e all’ammontare del danno economico in assenza dell’intervento

Vedi Aggiornamento del 12/11/2015
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21/07/2015 – E’ in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che fissa i criteri per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse destinate agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico (scarica la bozza). 
 

Dissesto, le priorità d’azione

Il provvedimento indica otto “criteri comuni” ai quali associare un diverso peso a seconda della priorità: persone a rischio diretto (60), beni a rischio grave (30), frequenza dell'evento (30), riduzione del numero di persone a rischio diretto (30), priorità regionale (peso 20), livello della progettazione approvata (10), completamento (10), quantificazione del danno economico atteso (10).
 
Come si nota dalla distribuzione dei pesi la priorità è stata data alla sicurezza, ovvero agli interventi maggiormente necessari alla comunità. Per esempio il criterio “persone a rischio diretto” attribuisce rilevanza ad un opera in relazione alla persone che sono esposte ad un rischio che minaccia la loro incolumità nell’area d’interesse. Inoltre altri criteri pongono attenzione all’ammontare del danno economico in mancanza dell’intervento, come indicato nel progetto presentato.
 
Per la stesura delle graduatorie quindi non sarà valutata la cantierabilità che verrà considerata in seguito; secondo il provvedimento potrà essere esaminata solo "in itinere, in relazione ossia allo sviluppo del progetto ed alla sopraggiunta acquisizione dei necessari pareri, autorizzazioni, visti, nulla osta per dare corso all'apertura del cantiere".
 
Pertanto si procederà alla valutazione della cantierabilità in prossimità dell’assegnazione delle risorse e della concessione del finanziamento; qualora l’intervento considerato non risulti cantierabile, si passerà alla valutazione dell’intervento successivo in graduatoria.
 

Valutazione delle richieste di finanziamento

La procedura di valutazione degli interventi si articola  in tre fasi: accertamento dell’ammissibilità del finanziamento, elencazione delle richieste ammissibili per ordine di priorità e verifica cantierabilità e cronoprogramma.
 
Quindi prima della classificazione degli interventi, sulla base dei criteri sopra citati, bisognerà “passare” la fase di accertamento dell’ammissibilità che si baserà sulla completezza e puntualità dei dati inseriti nel sistema Rendis (Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo), rispetto alla finalità della difesa del suolo.
 
Sarà quindi verificata l’adeguatezza progettuale, ovvero che siano stati caricati gli elaborati progettuali minimi per gli interventi da realizzare e che questi siano coerenti con le finalità di mitigazione del rischio idrogeologico. 


 

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