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IMPIANTI

Banda ultralarga, quando è obbligatorio predisporre gli edifici

di Rossella Calabrese

Dal CEI le norme tecniche per il cablaggio. CNA Impianti: ‘dal 1° luglio opportunità di nuovo lavoro per impiantisti e progettisti’

Vedi Aggiornamento del 26/04/2018
02/07/2015 - A partire da ieri, chi richiede un permesso di costruire per una nuova costruzione o per un intervento di ristrutturazione edilizia importante deve predisporre l’edificio alla connessione ad alta velocità in fibra ottica a banda ultralarga.
 
L’edificio dovrà essere equipaggiato di un’infrastruttura fisica multiservizio passiva interna, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica fino ai punti terminali di rete, e di un punto di accesso, cioè di un punto fisico situato all’interno o all’esterno dell’edificio e accessibile alle imprese autorizzate a fornire reti pubbliche di comunicazione, che consente la connessione con l’infrastruttura interna all’edificio predisposta per i servizi di accesso in fibra ottica a banda ultralarga.
 

Quando è obbligatorio cablare l’edificio

L’obbligo è previsto dal nuovo articolo 135-bis del Testo Unico Edilizia (Dpr 380/2001), introdotto dalla Legge 164/2014 di conversione del Decreto Sblocca Italia (DL 133/2014), e si applica a tutte le nuove costruzioni per le quali le domande di autorizzazione edilizia siano presentate dopo il 1° luglio 2015, e in caso di opere che richiedano il permesso di costruire ex articolo 10, comma 1, lettera c), del Dpr 380/2001, cioè gli interventi di ristrutturazione edilizia. Per individuare gli interventi da assoggettare all’obbligo, la Legge 164/2014 fa dunque riferimento al titolo edilizio richiesto per realizzarli, cioè il permesso di costruire.
 
Tuttavia, secondo l’Associazione Nazionale dei Costruttori (ANCE), l’obbligo dovrebbe applicarsi anche agli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione edilizia realizzati mediante DIA alternativa al permesso di costruire (ex art. 22 del Dpr 380/2001) e agli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio ‘di fatto’ nuovo e, quindi, a quelli realizzati mediante demolizione e ricostruzione con il rispetto della volumetria preesistente, che richiedono la presentazione della SCIA.
 
In caso contrario, cioè facendo riferimento al solo permesso di costruire, si creerebbe disparità di trattamento fra interventi uguali ma realizzati in base a titoli abilitativi diversi. Ad esempio, ci sarebbe disparità tra un intervento di demolizione e ricostruzione con modifica della sagoma che, in quanto ubicato in area sottoposta a vincolo paesaggistico e soggetto al permesso di costruire ai sensi dell’art. 10, comma 1 lett. c) del Testo Unico Edilizia, dovrebbe essere predisposto alla banda larga, e un intervento analogo non ubicato in area vincolata e che, essendo sottoposto a Scia, resterebbe escluso dall’obbligo di predisposizione alla banda larga. Si auspica un chiarimento normativo su questi aspetti.
 

Le norme tecniche CEI per il cablaggio

Il nuovo articolo 135-bis indica, quale riferimento tecnico, le Guide 306-2, 64-100/1, 64-100/2 e 64-100/3 del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI).
 
La CEI 306-2 ‘Guida al cablaggio per le comunicazioni elettroniche negli edifici residenziali’ fornisce le raccomandazioni per la progettazione, l’installazione ed il collaudo del cablaggio per le comunicazioni elettroniche negli edifici residenziali, in conformità alle norme tecniche applicabili. Oggetto della Guida è quindi l'impianto per la distribuzione dei segnali a supporto delle varie applicazioni (automazione di edificio, audio/video/multimediali, trasmissione dati, fonia) tipiche di questa tipologia di edifici.
 
Le CEI 64-100/1, 64-100/2 e 64-100/3 sono le Guide per la predisposizione delle infrastrutture per gli impianti elettrici, elettronici e per le comunicazioni. Sono le tre Guide Tecniche CEI fondamentali in materia di edilizia residenziale e predisposizione delle infrastrutture e si rivolge in particolare ai progettisti edili, agli architetti e agli installatori che lavorano alla costruzione di nuovi edifici in fase di ristrutturazione radicale. Tutte le Guide sono acquistabili sul sito CEI.
 

Il cablaggio dei condomìni

A spiegare la portata del nuovo obbligo è la Confederazione Nazionale Artigianato (CNA) Installazione Impianti. “Uno dei servizi gestiti dall’impianto multiservizio - spiega in una nota - è quello della distribuzione alle singole unità immobiliari del condominio della banda ultralarga, servizio che pone il problema della regolamentazione in materia di accesso alle infrastrutture fisiche di questo specifico segmento di rete di comunicazione elettronica di accesso a banda larga e ultralarga e della ripartizione dei costi sostenuti sia per realizzare gli impianti, sia per tenerli in manutenzione”.
 

Cosa cambia dal 1° luglio 2015

CNA Installazione Impianti pubblica un’intervista al proprio vicepresidente nazionale Alberto Zanellati, che è anche membro del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI).
 
"D. Cosa comporta per le imprese del settore, in termini di mercato, la scadenza del 1° luglio?
R. Per quanto riguarda le imprese e gli addetti ai lavori è una indubbia opportunità di nuovo lavoro, nuovo lavoro che verrà e dovrà essere concertato con i tecnici progettisti sia edili che elettrotecnici. Le nostre imprese, di converso, dovranno essere all’altezza di questa novità, acquisendo know how tramite un forte e costante aggiornamento sulla specifica materia. La gestione della fibra ottica, infatti, necessità di specifiche competenze, come pure la posa di tubi a scatole nelle infrastrutture, servizi tipicamente comuni per i colleghi impiantisti elettrici. Al riguardo, come CEI, abbiamo editato una nuova guida di compendio alla attuale CEI 306-2 (nuova CEI 306/22 ndr) in vigore dal 1° luglio 2015. Al suo interno vi sono tutte la specifiche utili per una perfetta esecuzione dei nuovi impianti atti a soddisfare la Legge 164 /2014.
 
D. Quale tipo di problemi può porre la realizzazione della rete di telecomunicazione all’interno dell’edificio a cura del condominio ?
R. Riguardo alle principali problematiche da risolvere, come sempre ci sarà da superare l’atavica ostilità dei costruttori edili, i quali storicamente sono poco avvezzi ad apportare modifiche o ampliamenti sugli impianti esistenti. Ora sarà diverso in quanto tutto ciò gli sarà imposto con l’avvento della nuova legge. Anche in questo caso, come CEI nel comitato ct 319 stiamo al lavorando per promuovere una classificazione degli impianti tv e dati installati nelle unità immobiliari, alla stregua della attuali classificazioni energetiche."
 

Informazione e formazione degli operatori

L’obbligo di cablare gli edifici è una novità importante sia per il settore dell’edilizia che per quello dell’impiantistica. Tuttavia si rileva una carenza di informazione nei confronti di amministrazioni comunali, ordini professionali, costruttori, tecnici installatori, consumatori ed amministratori condominiali. In queste settimane le associazioni di categoria si stanno attivando per informare sul nuovo obbligo. Ad esempio, il 9 luglio prossimo a Torino, Confartigianato, CNA e Casartigiani organizzano un incontro sul tema, allo scopo di avviare un confronto tra i soggetti della filiera.
 

La Guida CEI per progettisti, operatori edili e installatori

Come detto da Zanellati, per consentire l’applicazione univoca delle Guide citate nel Decreto, il CEI ha predisposto la Guida Tecnica CEI 306-22 (acquistabile sul sito CEI), lo strumento necessario a progettisti, operatori edili e installatori di comunicazione elettronica negli edifici, per l’applicazione della Legge 164/2014.
 
La Guida Tecnica CEI 306-22 - spiega il Comitato Elettrotecnico - è focalizzata sulla realizzazione, negli edifici, di una infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica, nonché dei punti di accesso all’edificio. La predisposizione di “adeguati spazi installativi” e di “accessi agli edifici” deve considerarsi come indispensabile per garantire la realizzazione a regola d’arte degli impianti di comunicazione elettronica.
 
Il documento - precisa il CEI -, congiuntamente alle Guide Tecniche CEI citate dal Decreto Sblocca Italia, costituisce il riferimento tecnico per la progettazione di spazi installativi e predisposizioni della fibra ottica, idonei a garantire la realizzazione di reti di comunicazione elettronica (considerate nella accezione definita nel Dlgs 259/2003, art. 1, comma 1, lettera ‘dd’), aventi caratteristiche tali da assicurare:
- la riduzione dei costi di installazione e di manutenzione degli impianti;
- un elevato livello di adattabilità, flessibilità, affidabilità nel tempo delle infrastrutture, tenendo conto delle mutevoli esigenze, sia tecniche sia dell’utenza, e della protezione dell’investimento.
 

Piano nazionale strategico per la banda ultralarga

Intanto il Piano del Governo per la banda ultralarga è fermo: il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, ha confermato che il Decreto Legge ‘Telecomunicazioni’ o ‘Banda Larga’ è stato accantonato e che, per finanziare le partnership pubblico-privato e per gli incentivi, si ricorrerà direttamente al Cipe, mentre per credito di imposta e voucher si deciderà in seguito come procedere. La delibera Cipe sugli incentivi è attesa per l’autunno. “Il Governo - ha rassicurato Giacomelli - conferma il suo impegno per la realizzazione delle infrastrutture e conferma anche gli strumenti che saranno usati. Stiamo anche lavorando per mettere a punto ulteriori interventi di semplificazione”.
 
 

 
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