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LAVORI PUBBLICI

Appalti, ecco le 34 centrali di committenza che gestiranno le gare

di Paola Mammarella

Le stazioni appaltanti individuate dall’Anac sono Consip, un ente per ogni Regione e le Città metropolitane. Nuove regole da novembre

Vedi Aggiornamento del 15/05/2018
28/07/2015 – L’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) ha definito la lista delle centrali di committenza. Si tratta dello strumento per la gestione degli appalti centralizzati, che la Spending Review (Legge 89/2014) ha reso obbligatori per i Comuni non capoluogo.
 

Chi sono i soggetti aggregatori

Come previsto dalla normativa sugli appalti centralizzati, rientrano di diritto tra i soggetti aggregatori Consip, una centrale di committenza per ciascuna Regione e 11 Città metropolitane*.
 
Nell’elenco è stato inserito con riserva il Consorzio CEV (Centrale di Committenza per l’approvvigionamento di forniture e servizi con componente energetica ed opera per le acquisizioni di beni, lavori, servizi a favore dei propri consorziati) a condizione che venga eliminata dallo Statuto la facoltà per i privati di partecipare alla compagine sociale e qualsiasi vocazione commerciale.
 

Come funzionano gli appalti centralizzati

In base alla Spending Review, i Comuni non capoluogo devono procedere all’acquisizione di lavori, beni e servizi nell’ambito di unioni di comuni o costituendo un accordo consortile avvalendosi delle Province o di altri soggetti aggregatori. In alternativa, i comuni possono utilizzare gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip SpA o da un altro soggetto aggregatore.
 
I Comuni non capoluogo con una popolazione superiore a 10 mila abitanti potranno procedere autonomamente all’acquisizione di lavori, beni e servizi di valore inferiore a 40 mila euro.

Dopo la definizione delle regole generali, il dpcm 11 novembre 2014 ha dettato i requisiti che devono possedere i soggetti aggregatori: aver avviato procedure per l’acquisizione di beni e servizi per almeno 200 milioni nell'ultimo triennio e comunque con un valore minimo di 50 milioni di euro per ciascun anno.

Le nuove regole saranno operative per le gare bandite dal 1° novembre 2015.


* Stazione Unica Appaltante Abruzzo, Stazione Unica Appaltante Basilicata, Stazione Unica Appaltante Calabria, So.Re.Sa. S.p.a per la Campania, Agenzia Regionale Intercent-ER per l’Emilia Romagna, Servizio centrale unica di committenza - Dir. centrale funzione pubblica per il Friuli Venezia Giulia, Direzione Centrale acquisti della Regione Lazio, Stazione Unica Appaltante Liguria, ARCA S.p.a. per la Lombardia, Stazione Unica Appaltante Marche, Servizio regionale Centrale Unica di Committenza del Molise, SCR – Società di Committenza Regione Piemonte S.p.a, InnovaPuglia S.p.a, Servizio provveditorato - Dir. Gen. enti locali e finanze per la Sardegna, Centrale Unica di Committenza regionale in Sicilia, Settore Contratti per la Regione Toscana, CRAS - Centrale Regionale per gli Acqusiti in Sanità per l’Umbria, IN.VA. S.p.a per la Regione Valle d’Aosta, CRAV – Centrale Regionale Acquisti per la Regione Veneto, Agenzia per i procedimenti e la vigilanza in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture per la Provincia di Bolzano, Agenzia provinciale per gli appalti e contratti nella Provincia autonoma di Trento, Città metropolitana di Bari, Città metropolitana di Bologna, Città metropolitana di Catania, Città metropolitana di Firenze, Città metropolitana di Genova, Città metropolitana di Milano, Città metropolitana di Napoli, Città metropolitana di Roma capitale, Città metropolitana di Torino, Provincia di Perugia, Provincia di Vicenza.



 
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