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LAVORI PUBBLICI

Cgil, Cisl e Uil: ‘il Paese ha bisogno di aprire i cantieri’

di Alessandra Marra
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Dalla manifestazione #oggixdomani i sindacati dell’edilizia chiedono nuovi investimenti e maggiore sicurezza sul lavoro

Vedi Aggiornamento del 25/05/2017
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21/07/2015 – Rilanciare gli investimenti in edilizia, ridurre l’età pensionabile per i lavori gravosi, rafforzare la sicurezza sul lavoro e combattere il lavoro nero e precario.
 
Sono queste le richieste che i sindacati delle costruzioni di CGIL CISL UIL hanno fatto al Governo  nel corso della manifestazione “Oggi X domani" che ha riunito a Roma il 18 luglio 2015 delegazioni provenienti da tutte le regioni e dai comparti dell’edilizia, legno-arredo, cemento, lapidei, manufatti e restauro.
 

Investimenti in edilizia: priorità riaprire i cantieri

Per i segretari generali Fillea Filca Feneal Walter Schiavella, Domenico Pesenti, Vito Panzarella il settore edile continua a subire la crisi e le sue conseguenze con il crollo devastante dell’occupazione, del lavoro regolare e sicuro, dei redditi e dei consumi, insieme alla perdita di legalità e trasparenza. Dal 2008 al 2014, infatti, il settore ha perso il 32% degli investimenti e si colloca sui livelli di attività più bassi degli ultimi 50 anni.
 
Vito Panzarella, Segretario Generale FENEALUIL, ha aperto la manifestazione ricordando che il settore delle costruzioni è un settore strategico, che rappresenta una porzione importante del PIL e che più di ogni altro ha un effetto moltiplicatore sull’economia italiana. Non sarebbe possibile una ripresa del Paese che non passi per investimenti in questo settore.
 
Eppure Panzarella evidenzia come “negli ultimi anni si sono succedute solo politiche pubbliche che l’hanno penalizzato, come la politica fiscale sugli immobili e la forte contrazione degli investimenti pubblici e privati. E ha aggiunto: “Restano impietosi i dati che certificano una diminuzione del 35% degli investimenti in costruzioni tra 2007 e 2014, con un calo del 65% delle nuove costruzioni residenziali e non, e con i tagli alle risorse destinate alle opere pubbliche.”
 
“Basta, continua Panzarella, con le promesse non mantenute e i soliti slogan da campagna elettorale, servono piani pluriennali con tappe e risorse chiare e definite per concludere le opere infrastrutturali più necessarie, mettere in moto un programma di manutenzione del territorio e di riqualificazione dei centri urbani e delle periferie, senza lasciare che la crisi costituisca un alibi per attaccare tutele e diritti che con gli anni abbiamo conquistato.”
 
Secondo Walter Schiavella il paese ha bisogno di lavoro, di opere utili e di risorse per far partire i cantieri che, a differenza di quanto annuciato dal Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, sono ancora sulla carta.
 

Cantieri edili: nuove norme per il lavoro

Per i sindacati bisogna anche premiare le imprese regolari e per questo occorre rafforzare la lotta ad irregolarità, lavoro nero e corruzione. Quindi propongono una nuova legge sugli appalti e la revisione della norma sul Durc on-line.
 
Su questo punto il segretario Panzarella evidenzia la forte destrutturazione avvenuta nel settore ad opera della crisi e della riconfigurazione del mercato, con l’aumento del lavoro nero, irregolare e non sicuro, che gli interventi del governo non hanno saputo arginare indebolendo strumenti come il Durc necessari a garantire, invece, regolarità e qualità. “Oggi sui cantieri edili troviamo applicati una babele di contratti tutti meno onerosi di quello edile ma non adatti a tutelare le molteplici complessità che caratterizzano il comparto delle costruzioni. Siamo di fronte a un imponente “dumping contrattuale” – afferma Panzarella – che mette a rischio l’intero sistema di salvaguardia sociale tipico del settore che va assolutamente tutelato per garantire un lavoro dignitoso a tutti i lavoratori.”
 
Infine i sindacati evidenziano come per i lavoratori delle costruzioni le pensioni siano troppo basse e arrivino troppo tardi; gli edili in particolare, così come i lavoratori delle cave e di altri impianti industriali, sono sottoposti a condizioni lavorative non compatibili con gli attuali limiti di età per il pensionamento. “È quindi indispensabile una correzione dell’attuale sistema a favore dei lavori realmente pesanti ed usuranti che porti all’anticipazione del pensionamento per i lavoratori interessati.”

Con la manifestazione quindi il mondo dell’edilizia ha voluto ricordare al Governo che “senza gli edili l’Italia non si ricostruisce e che senza lavoro e diritti non c’è futuro.”


 
 
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