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Dal 1° settembre un modulo in più per l’autorizzazione dei lavori sugli edifici storici

di Paola Mammarella

Mibact: la compilazione renderà possibile l’aggiornamento delle mappe di rischio sismico senza aggravi dell’attività tecnica

Vedi Aggiornamento del 29/10/2015
Commenti 12301
02/07/2015 – Dal 1° settembre 2015 ci sarà una nuova scheda da compilare per ottenere l’autorizzazione degli interventi sugli edifici storici. Lo prevede la circolare 15/2015 adottata dal Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo (Mibact) per la tutela del patrimonio architettonico e la mitigazione del rischio sismico.
 

Rischio sismico negli edifici storici

Dati i ripetuti danni subiti dagli edifici culturali per gli eventi sismici, il Mibact ha predisposto un’azione per la sensibilizzazione degli enti coinvolti nel rilascio dei permessi, ma soprattutto per la conoscenza più approfondita della vulnerabilità del patrimonio architettonico.
 
Come rilevato dal Mibact, nell’edilizia storica ci sono specifiche vulnerabilità strutturali. I terremoti hanno infatti rivelato che ogni elemento architettonico, anche se secondario e non strutturalmente portante, può influenzare la risposta strutturale in caso di sollecitazione sismica.
 
Nel centri storici, infatti, gli effetti disastrosi degli eventi sismici sono correlati a carenze strutturali locali o a interventi sugli elementi secondari, considerati ininfluenti, ma che invece hanno comportato una modifica dell’assetto strutturale.
 

Come ridurre il rischio sismico

Secondo il Mibact, una volta individuato il problema, la riduzione del rischio sismico è possibile attraverso buone pratiche da adottare in occasione degli interventi che influiscono sul comportamento strutturale.
 
Gli interventi di riparazione locali o quelli più estesi devono essere effettuati seguendo l’approccio del miglioramento sismico, previsto dall’articolo 29 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs 42/2004), e verificando l’applicazione dei criteri contenuti nella Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 febbraio 2011, contenente la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle NTC – Norme tecniche sulle costruzioni (DM 14 gennaio 2008).
 
Nelle manutenzioni straordinarie il Mibact prescrive inoltre particolare attenzione alle lavorazioni edili anche non riguardanti gli elementi portanti, come la realizzazione o la modifica di porte e finestre, l’introduzione di pavimenti più pesanti, la modifica del manto di copertura, la modifica della distribuzione dei tramezzi, le tracce e i fori che riducono le sezioni resistenti.
 
L’applicazione di queste buone pratiche consentirà, assicura il Mibact, la rilevazione di altre carenze eventualmente già esistenti e non connesse con i progetti da realizzare, ma anche la previsione di ulteriori interventi senza sensibili costi aggiuntivi.
 
Per mettere in pratica queste raccomandazioni, il Mibact ha messo a disposizione una scheda, da compilare e allegare alla richiesta di autorizzazione, che costituirà una sintesi dell’approccio progettuale seguito. Come si legge nella circolare, la compilazione della scheda non comporterà un aggravio dell’attività tecnica connessa alla presentazione delle istanze
 
La raccolta delle schede, che saranno archiviate nella piattaforma "Community Mibact", renderà possibile l’aggiornamento delle mappe di rischio dei centri urbani.



 

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Altri commenti
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arch. A.P.

"...non comporterà un aggravio dell’attività tecnica connessa alla presentazione delle istanze..." e l'aggravio della responsabilità tecnica del professionista che di fatto assevera e denuncia uno stato di fatto? chi la paga? che vengano i sovraintendenti o i tecnici delle Soprintendenze a verificare lo stato di fatto e compilino loro quest'altra cazzata! a sto punto un neurochirurgo ha meno responsabilità di un architetto! che tristezza sto Paese di burocrati

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Michele

...."la compilazione della scheda non comporterà un aggravio dell’attività tecnica connessa alla presentazione delle istanze" no assolutamente la scheda si compila da sola... Non bastano le NTC08, qualche burocrate del ministero deve dimostrare che sta lì anche per lavorare per cui basta inventarsi un quiz a crocette... che tristezza Ma perché non si dice una volta per tutte una cosa fondamentale? La stragrande maggioranza degli edifici storici NON può essere messa a norma secondo NTC08 per ovvi problemi economici e strutturali. Te li tieni così come sono e se fai interventi locali devi seguire scrupolosamente NTC08 e circolare. Basta e avanza.