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Fallimento studi professionali, come accedere al Fondo di garanzia

di Paola Mammarella

Inps: i dipendenti possono fare domanda solo dopo che il Tribunale ha accordato la liquidazione del patrimonio ed è stato accertato lo stato passivo definitivo

Vedi Aggiornamento del 31/05/2018
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29/07/2015 – Gli studi professionali in caso di fallimento possono accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio e, in alcuni casi, al Fondo di garanzia. Lo ha spiegato l’Inps con il messaggio 4968/2015.
 

Chi può chiedere la liquidazione del patrimonio

L’Istituto nazionale per la previdenza sociale ha chiarito che la misura si applica alle persone fisiche che non svolgono attività di impresa, tra cui ci sono i professionisti, i lavori autonomi e le start-up innovative.
 
Il presupposto per ottenere la liquidazione del patrimonio è una condizione di sovraindebitamento, cioè difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni. È inoltre necessario che nei 5 anni precedenti non si sia fatto ricorso a procedimenti di composizione della crisi da sovra indebitamento, come accordo del debitore, piano del consumatore e liquidazione del patrimonio.
 
La liquidazione riguarda tutti i beni del debitore, anche quelli sopravvenuti nei quattro anni successivi alla presentazione della domanda. Sono esclusi i crediti aventi carattere alimentare e di mantenimento, gli stipendi, le pensioni, i frutti derivanti dall'usufrutto legale sui beni dei figli, i beni costituiti in fondo patrimoniale.
 

Procedura per ottenere la liquidazione del patrimonio

Il procedimento si apre su istanza del debitore ed è disposto con decreto del giudice, con il quale viene anche nominato il liquidatore.
 
Il liquidatore, verificato l’elenco dei creditori, comunica agli stessi le modalità ed i termini per la presentazione della domanda di partecipazione alla liquidazione. Il liquidatore esamina le domande, redige un progetto di stato passivo e lo trasmette agli interessati assegnando un termine di 15 giorni per far pervenire le loro osservazioni. La procedura viene chiusa con decreto del giudice dopo che è stato completato il programma di liquidazione, in ogni caso non prima del termine di quattro anni dal deposito della domanda.
 

Accesso al Fondo di garanzia

Anche se la procedura di liquidazione presenta molte analogie con il fallimento e con la liquidazione coatta amministrativa, può essere aperta solo dai datori di lavoro non soggetti alla Legge fallimentare. Si può accedere al Fondo di garanzia in caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, dimostrazione che il datore di lavoro non è assoggettabile alle procedure concorsuali del Regio Decreto 267/1942, insufficienza delle garanzie patrimoniali del datore di lavoro, esistenza del credito per TFR e ultime tre mensilità di retribuzione rimasto insoluto.
 
I lavoratori dipendenti da datori di lavoro per i quali è stata aperta la procedura di liquidazione, potranno presentare domanda di intervento del Fondo di garanzia solo dopo il deposito dello stato passivo definitivo.
 
Alla domanda devono essere allegati i seguenti documenti: copia del decreto del Tribunale che dichiara aperta la procedura di liquidazione ex art. 14-ter L. 3/2012; copia autentica dello Stato Passivo definitivo redatto dal liquidatore o dal giudice incaricato; modello SR52 compilato dal Liquidatore nominato dal Tribunale; copia del decreto di chiusura della procedura (se ricorre il caso); copia autentica dei provvedimenti di riparto delle somme ricavate dalla liquidazione (se ricorre il caso).


 

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