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NORMATIVA

Incarichi di progettazione, no ai frazionamenti per consentire l’affidamento diretto

di Paola Mammarella

Anac: se i servizi si riferiscono allo stesso intervento non possono essere presi in considerazione separatamente

Vedi Aggiornamento del 17/08/2015
Commenti 18241
01/07/2015 – Non si possono frazionare gli importi degli incarichi di progettazione per renderne possibile l’affidamento diretto. Allo stesso tempo, la stima dell’importo di un servizio di ingegneria e architettura deve essere effettuata in relazione all’intervento da realizzare. Se i servizi si riferiscono allo stesso intervento, non possono essere presi in considerazione separatamente.
 
Tutto ciò, ha sottolineato l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) con il parere reso il 10 giugno scorso, è essenziale per capire quale procedura seguire nella gara per l’affidamento di un incarico.
 

Affidamento dei servizi di progettazione

L’Anac ha ricordato che, in base al Codice Appalti (D.lgs 163/2006), i servizi di importo compreso tra 40 mila e 200 mila euro devono essere affidati mediante cottimo fiduciario, previa consultazione di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi predisposti dalla Stazione Appaltante. Sotto i 40 mila euro è invece consentito l’affidamento diretto.
 
Nel caso preso in esame, il Comune di Palmi nel 2011 aveva adottato un regolamento interno per l’affidamento dei servizi attinenti all’ingegneria ed all’architettura che, in deroga al Codice Appalti, fissava a 20 mila euro la soglia al di sotto della quale era possibile l’affidamento diretto.
 

Importo dei servizi di ingegneria e architettura

Per capire se l’importo del servizio sta veramente al di sotto della soglia che rende possibile l’affidamento diretto, l’Anac ha affermato che la stazione appaltante è tenuta alla stima preventiva ed unitaria dell’importo totale dei servizi.
 
In altre parole, la Stazione Appaltante deve verificare se gli incarichi di progettazione si riferiscono allo stesso intervento. In caso affermativo, l’importo presunto della prestazione deve essere calcolato sommando gli importi di tutti i servizi oggetto di ciascun appalto. A ogni appalto sarà quindi applicata la procedura prevista in base all’importo di tutto l’intervento.
 
Tornando al caso concreto preso in esame dall’Anac, il Comune aveva bandito una gara per  l’attività di accatastamento degli immobili comunali e degli edifici scolastici. Dato che il servizio era stato scisso in più parti, l’Autorità anticorruzione ha rilevato un frazionamento arbitrario. L’attività di accatastamento, si legge nel parere dell’Authority, doveva essere considerata unitariamente ai fini della stima dell’importo totale dell’incarico da conferire, tenuto conto che si trattava di uno stesso servizio svolto in relazione ad un complesso unitario di beni.
 
Dai calcoli era risultato che l’importo complessivo del servizio ammontava a 31mila euro. Si superava quindi il tetto di 20 mila euro previsto dal regolamento per l’affidamento diretto. L’incarico avrebbe dovuto quindi seguire la procedura del cottimo fiduciario.


 

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Altri commenti
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Bernardo

norme su norme su norme...e non cambia mai niente.

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Antonio R.

Altro che lotta alla corruzione, questo è un altro modo per togliere di mezzo i professionisti (circa il 97%) che non hanno i fatturati e/o altre cavolate varie.Gli incarichi di progettazione DD.LL. ecc. saranno sempre affidati ai soliti noti.