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PROFESSIONE

Professioni, nuove politiche di sviluppo allo studio del Ministero

di Alessandra Marra

In arrivo un Protocollo d’intesa con le Regioni per rafforzare la competitività dei professionisti

Vedi Aggiornamento del 13/01/2016
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24/07/2015 – Revisione delle politiche di sviluppo dedicate alle professioni, rafforzamento della concorrenza nel mercato delle professioni e rimozione degli ostacoli burocratici che bloccano l’accesso al credito.
 
Questi i principali temi trattati il 22 luglio scorso presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) nel corso della seconda riunione del Tavolo “Competitività delle libere professioni” convocata dal Sottosegretario Simona Vicari.
 

Professionisti, rafforzamento della competitività

La riunione è stata convocata per presentare alle associazioni di professionisti (come Rete professioni tecniche, Confassociazioni, Confprofessioni ecc) la proposta di una bozza di Protocollo d’intesa, da trasmettere alle Regioni, contenente politiche e misure per il rafforzamento della competitività dei professionisti e per superare gli ostacoli che attualmente si presentano nelle diverse realtà territoriali.
 
Tale protocollo prevede, col supporto delle Regioni, l’eliminazione e, laddove non fosse possibile integralmente, la riduzione di quegli ostacoli burocratici che rallentano e disincentivano l’iniziativa economica dei professionisti individuando come destinatari i professionisti italiani iscritti e non iscritti ai rispettivi albi.
 
Il testo si prefigge, fra l'altro, uno snellimento delle norme che condizionano lo svolgimento dell'attività economica, a partire dai "requisiti per l'accesso ai bandi", nei quali da tempo i professionisti, compresi nella definizione europea di "impresa", puntano ad essere inseriti in ogni regione d'Italia.
 
Il sottosegretario Vicari ha proposto di costituire entro l'anno gli Stati generali delle professioni, un'assemblea alla quale partecipino, all'insegna dell'unità, sia iscritti agli ordini, sia esponenti di attività non regolamentate. Per il sottosegretario infatti quella fra professioni ordinistiche e non, è una divisione che deve essere superata, concentrandosi sulle misure di supporto professionale.
 
La Vicari ha infatti dichiarato: “L’incontro risponde all’esigenza di venire incontro alle proposte del mondo delle libere professioni, particolarmente colpite dopo questi anni di crisi. Già nel nostro primo incontro abbiamo focalizzato l’attenzione sulle barriere burocratiche che ostacolano l’ attività economica dei professionisti e sulla possibilità di sostenere lo sviluppo imprenditoriale delle libere professioni attraverso incentivi dedicati alla creazione d’impresa ed il sostegno  ll’autoimprenditorialità”.
 
“Il Governo ha subito recepito l’allarme lanciato dalle libere professioni. Siamo consapevoli che ad oggi, a differenza di quanto accade in Europa, i liberi professionisti non dispongono di tutti gli strumenti necessari per essere equiparati a vere e proprie micromiprese. Ridare dignità a questo mondo (sono oltre 2,5 milioni i lavoratori autonomi che con il loro indotto realizzano il 12,5% del Pil nazionale) è una priorità del Ministero dello Sviluppo economico ed oggi abbiamo tracciato un importante passo avanti grazie ad una concertazione responsabile e ricca di spunti” ha concluso il Sottosegretario Vicari.
 

Sostegno alle professioni

Durante la riunione, inoltre, la Direzione per gli incentivi alle imprese e l’Ente Nazionale per il Microcredito hanno aperto alla possibilità di creare nuovi modelli organizzativi tra singoli professionisti cui dedicare singole misure.
 
Confartigianato ha fatto rilevare che “le politiche di sviluppo dedicate alle professioni non possono prescindere da una visione generale di interventi a sostegno dell’economia. Inoltre è necessario il rafforzamento della concorrenza nel mercato delle professioni”.
 
Nel dettaglio, la Confederazione ha sollecitato misure in materia fiscale, creditizia e previdenziale e il recepimento in Italia della direttiva Ue riguardante il riconoscimento delle qualifiche professionali per garantire diritti e opportunità alle professioni non organizzate, previste dalla Legge 4/2013, tramite normazione tecnica e certificazione delle competenze.
 
Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, ha dichiarato: “Va benissimo rimuovere gli ostacoli burocratici che bloccano lo sviluppo delle professioni sul territorio, ma poi quando ci caliamo nella realtà delle singole Regioni incontriamo sensibilità diverse che possono valorizzare o pregiudicare l’accesso agli incentivi, quasi sempre calibrati sulle imprese”.
 
Secondo Stella, il protocollo tra Mise e Regioni dovrebbe armonizzare le politiche di sostegno messe in campo dalle Regioni, attraverso misure e incentivi che possano rafforzare gli studi professionali alla stessa stregua delle pmi.
 
Stella ha aggiunto: “Ci sono alcune best practices, come Friuli Venezia Giulia e Toscana, che possono rappresentare sicuramente un esempio da seguire. Al tempo stesso ci sono numerose misure che se effettivamente applicate alle attività professionali, ad esempio il sostegno all’autoimprenditorialità e start up professionali, possono rappresentare una leva competitiva straordinaria per gli studi professionali. Le difficoltà che stanno attraversando i professionisti impongono una decisa accelerazione a tutte le misure di promozione e finanziamento degli studi. Le proposte presentate dal sottosegretario Vicari vanno nella giusta direzione, ma dobbiamo fare in fretta”.
 
Il vicepresidente della Cna professioni, Roberto Falcone ha commentato così l’incontro: “Importante lo sforzo di incentivare le professioni con interventi finanziari e di semplificazione normativa mirati, così come è necessario cercare di uniformare i comportamenti delle regioni italiane nei confronti delle varie categorie”.


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