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AMBIENTE

Ministro dell’Ambiente Galletti: ‘mai più condoni edilizi’

di Alessandra Marra

Dal Governo il primo stralcio del piano nazionale da un miliardo e 300 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico

Vedi Aggiornamento del 04/11/2015
Commenti 8150
24/08/2015 –  Il Governo è pronto ad intervenire contro il dissesto idrogeologico non solo attraverso opere di sicurezza ma anche dichiarando uno stop definitivo ai condoni edilizi.
 

Dissesto idrogeologico: la priorità del Governo

A confermarlo il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti al Meeting di Cl di Rimini in cui ha dichiarato: "Non bastano le opere contro il dissesto per evitare che certi eventi non provochino disastri. Ci vuole anche una maggiore cultura del territorio. Io dico con forza: mai più condoni edilizi. Se si costruisce nell'alveo dei fiumi non ci sono opere che tengano".
 
Il commento del ministro arriva dopo i violenti nubifragi che hanno colpito il centro nord causando allagamenti e disagi alla viabilità (sottopassi impraticabili) e ai cittadini.
 
Galletti ha continuato: contro il dissesto idrogeologico “abbiamo incominciato un lavoro che durerà anni, e non vorrei che questo attivasse nella gente aspettative che abbiamo risolto il problema. Il problema resta, ma per la prima volta il governo ha posto come priorità la lotta al dissesto idrogeologico. Tra un po' di anni potremo avere un Paese più sicuro", afferma Galletti.
 

Il piano contro le alluvioni da 1.3 miliardi

Il ministro ha posto poi l’attenzione sul piano contro le alluvioni nelle città di 1.3 miliardi di euro che servirà per la realizzazione di opere antialluvioni, dichiarando: "Ci vorrà molto tempo per risolvere il problema del dissesto idrogeologico in Italia. Ma rispetto all'anno scorso abbiamo fatto molti passi in avanti: abbiamo semplificato il sistema, il che ci ha permesso di aprire oltre 700 cantieri per oltre un miliardo di euro che erano già disponibili. Abbiamo presentato il primo stralcio del piano nazionale per un miliardo e 300 milioni di cui già 750 già disponibili. Questi cantieri potranno essere aperti entro l'inizio del prossimo anno".
 
Il governo infatti ha presentato il 6 agosto 2015 la prima parte del Piano contro le alluvioni nelle città metropolitane, che comprende in totale 132 interventi per circa 1 milione e 300 mila euro per opere che prevedono la costruzione di strutture in grado di ridurre i rischi di esondazione di fiumi e torrenti. 
 
I primi cantieri saranno 33 per circa 650 milioni di euro di risorse e si concentrano nelle aree del centro-nord, le più esposte al rischio.
 
Le risorse maggiori sono state stanziate per Genova con 323 milioni di euro per scolmatori dei torrenti Bisagno e Rio Fereggiano. Al secondo posto Milano con uno stanziamento di 122 milioni di euro per il Seveso, con opere di laminazione e adeguamento.
 
Inoltre sono stati stanziati 93 milioni di euro per i torrenti Astico e Orolo nella zona di Padova-Vicenza, 32 milioni per la sistemazione idraulica del fiume Reno e del torrente Ghironda a Bologna e 73 milioni per interventi di mitigazione nell’area di Firenze.

Per far partire definitivamente i cantieri serviranno gli accordi di programma con le Regioni, dopodiché si potranno bandire le gare d'appalto.
 

Lotta al dissesto: il commento degli ingegneri

Per il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) Armando Zambrano lo stanziamento predisposto dal governo per avviare cantieri nelle principali città contro alluvioni e crisi idrauliche è "un importante passo positivo purché l'impegno non si fermi a questo pur significativo provvedimento.”
 
Per Zambrano non  si tratta soltanto di risorse stanziate ma anche di priorità di obiettivi e metodi: "Insieme al finanziamento sarà necessario restituire la centralità alla progettazione. Solo partendo da un progetto ben definito e solido si potrà puntare a sviluppare una politica adeguata che sappia privilegiare l'ottica della prevenzione a quella dell'emergenza. E per fare prevenzione serve che al progetto sia data nuovamente centralità e la giusta importanza".
 
Il presidente CNI ha concluso:"Bene i cantieri nelle città poiché vi si concentra la maggior parte della popolazione ma non dimentichiamo che l'Italia è caratterizzata da zone fortemente a rischio anche in porzioni di territorio meno densamente abitate. Serve concentrare la nostra attenzione e le nostre risorse anche lì". 


 

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Altri commenti
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Ing. Silvia Assemini

Niente piu' condoni? E ora chi lo dice al condonato """Governatore""" De Luca??? Ahahahaha! (Piccola nota sarcastica: La Severino per gli amici si interpreta,per i nemici si applica)

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Maria Scordino

Sarebbe ora, oltre che necessario ed opportuno, considerare anche le zone del SUD,esposte come quelle del centro NORD al rischio alluvioni(V.di recente l' alluvione nel Comune di ROSSANO(CS)dando priorità al continuo dissesto idrogeologico(frane)che si manifesta proprio per la scarsa considerazione del territorio MERIDIONALE,in balia di forze negative e dove,storicamente, è sempre minore la presenza dello STATO. NON è bene sottovalutare i continui abusi e sfregi al territorio meridionale ma è indispensabile e urgente sanzionare pesantemente chi, con collusioni più o meno conosciute a livello statale e centrale,continua in questa opera di devastazione...grazie-