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AZIENDE

Brianza Plastica per la ristrutturazione del palazzo Valloni a Rimini

Un intervento complesso per restituire splendore ad un edificio che ha fatto la storia del cinema del 900

19/08/2015 - Il palazzo, risalente al Settecento, fu fatto costruire nel centro di Rimini dai fratelli Domofonte e Aurelio della nobile famiglia Valloni. Gravemente danneggiato dal terremoto del 1776, ne fu ricostruita la facciata nel 1787 in stile neoclassico su un progetto dell'architetto Giuseppe Valadier. Nel 1916 un nuovo terremoto provocò gravi danni all’edificio, rendendo necessario il risanamento che nel 1920, su progetto dell’Architetto Addo Cupi, portò alla trasformazione del palazzo, destinandone l’uso dei locali a pianterreno a sala cinematografica, mentre ai piani superiori trovarono ubicazione gli uffici della Congregazione di Carità e del Comune. Il cinema Fulgor è stato frequentato assiduamente dal giovane Federico Fellini che lo ha evocato nei suoi film “Amarcord” e “Roma”.

L’edificio, colpito da una bomba durante la seconda guerra mondiale, è stato oggetto di interventi di ripristino ed adeguamenti parziali, frammentari che hanno snaturato la struttura del cinema, lasciando prive di riqualificazione buona parte del complesso che versava, da decenni, in stato di abbandono.

Al termine dell’imponente intervento di ristrutturazione, iniziato a fine 2012, Palazzo Valloni ospiterà la nuova Casa del Cinema con due nuove sale cinematografiche al piano terra, mentre ai piani superiori troveranno spazio la cineteca comunale e un centro studi dedicato a Fellini. L’ex cinema Fulgor sarà dunque al centro di un intero quartiere dedicato al grande regista riminese, che comprende anche il Museo di Fellini.

I lavori di ristrutturazione di Palazzo Valloni fra archeologia e valorizzazione dell’eredità artistica e cinematografica di Fellini
I lavori hanno subìto dei rallentamenti in corso d’opera dovuti a importanti ritrovamenti archeologici: sono stati infatti rinvenuti diversi mosaici, una Domus romana di vasta estensione e dalla complessa stratigrafia e più di cinquanta sepolture. Così il cantiere ha proceduto in parallelo su due fronti: mentre veniva realizzato il vano interrato con tutela archeologica del sito, in superficie i lavori procedevano con la demolizione dei solai e della struttura interna dell’ex cinema Fulgor e la normalizzazione delle irregolarità delle strutture portanti dovute agli interventi succedutisi nel tempo che ne hanno variato la consistenza. E’ stata inoltre demolita la copertura, recuperando e restaurando le grandi capriate linee esistenti e sono stati messi in sicurezza i solai.

L’intervento di isolamento e impermeabilizzazione della copertura con ISOTEC XL
Dopo lo smantellamento della copertura esistente, è stato realizzato un nuovo tavolato in legno che ha in gran parte ripercorso le geometrie della precedente, con alcune variazioni per rendere abitabile il sottotetto, dove è stato ricavato un nuovo piano che potrà essere dedicato a funzione di deposito e magazzino. Per l’isolamento della copertura il progettista ha orientato la scelta sui pannelli isolanti in schiuma poliuretanica espansa rigida ISOTEC XL di Brianza Plastica, in spessore 8 cm per le elevate prestazioni isolanti garantite grazie ai valori di conduttività termica λD 0,023 W/mK e conduttanza termica U 0,29 W/m2K (per lo spessore 80 mm). Il pannello ISOTEC XL è stato selezionato e apprezzato anche per l’estrema leggerezza del materiale che non grava le strutture. La schiuma poliuretanica espansa rigida con densità 38 kg/m3 , che costituisce l’anima del pannello ISOTEC XL, permette di migliorare la resistenza termica del sistema, consentendo di creare comfort abitativo ottimale negli ambienti sottostanti e ottenere un significativo risparmio energetico, eliminando le dispersioni termiche.

Inoltre i pannelli ISOTEC XL permettono l’attivazione della ventilazione della copertura, assicurata dal correntino in acciaio con rivestimento in lega aluzinc su cui si posano le tegole. Fra le tegole e l’isolante si crea infatti una camera d’aria che contribuisce massimizzare il comfort abitativo: in estate il manto di copertura esposto all’irraggiamento solare non entra direttamente a contatto con la stratigrafia sottostante e la circolazione d’aria sotto le tegole disperde il calore eccessivo, mentre in inverno viene agevolata la dispersione del vapore in eccesso proveniente dall’interno, evitando il formarsi di pericolose condense. Infine la lamina in alluminio che riveste il pannello su entrambi i lati garantisce una seconda impermeabilizzazione contro le infiltrazioni accidentali dovute a rotture del manto di copertura.

ISOTEC XL ha portato notevoli vantaggi anche in termini di rapidità e facilità di posa. L’irregolarità delle forme e la particolare angolatura della falda, soprattutto in corrispondenza della linea di gronda, è stata agevolmente gestita grazie alla lavorabilità del materiale, che può essere tagliato in cantiere con flessibile a disco ed un segaccio a lama rigida. Le eventuali imperfezioni di taglio sono state normalizzate mediante l’utilizzo dell’apposita schiuma poliuretanica, che garantisce l’uniformità dell’isolamento e la sigillatura dei punti di taglio. Inoltre la lunghezza dei pannelli di 3,90 m ha velocizzato ulteriormente la posa nei corsi successivi, riuscendo a realizzare l’intera copertura di circa 900 mq con tre operatori in meno di due settimane. Una volta ultimata la posa dei pannelli ISOTEC XL sono stati collocati i coppi con dentello sui correntini, dal passo opportunamente dimensionato.
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