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NORMATIVA

Semplificazioni in edilizia, pubblicata la riforma della Pubblica Amministrazione

di Paola Mammarella

Dal 28 agosto silenzio-assenso entro 30 o 90 giorni e limite di 18 mesi per l'annullamento d'ufficio delle autorizzazioni. Entro la prossima estate Scia più chiara e conferenza di servizi più snella

Vedi Aggiornamento del 04/12/2018
24/08/2015 – Prende il via venerdì 28 agosto il processo di semplificazione in materia di formazione del silenzio-assenso, Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) e conferenza di servizi. È stata pubblicata nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale la riforma della Pubblica Amministrazione (Legge 124/2015) che, lo ricordiamo, dettando le linee guida per la riorganizzazione della PA, impatta anche sulle procedure autorizzative nel settore edile.
 

Silenzio assenso

Gli atti di assenso e i nulla osta delle Amministrazioni dovranno essere resi entro trenta giorni. Decorsi questi termini, si formerà il silenzio-assenso.
 
In caso di mancato accordo tra le amministrazioni statali coinvolte nei procedimenti di autorizzazione, sarà il Presidente del Consiglio dei ministri a decidere le modifiche.
 
Il silenzio-assenso si applicherà anche amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali e della salute dei cittadini, per l'adozione di provvedimenti normativi e amministrativi. In questi casi, però, il termine è stato elevato a novanta giorni.

Le nuove regole saranno operative a partire da venerdì 28 agosto e avranno un impatto positivo sulla velocizzazione dell'iter per ottenere il permesso di costruire. Dopo la presentazione della richiesta da parte del privato, infatti, l'iter può subire dei ritardi nell'attesa dei pareri delle Asl, dei Vigili del Fuoco o delle Soprintendenze, chiamate in causa nelle aree sottoposte a vincolo.


Scia

Entrano in vigore venerdì prossimo i limiti all’autotutela della Pubblica Amministrazione. Il testo pubblicato in Gazzetta prevede che un provvedimento illegittimo può essere annullato d’ufficio al massimo entro diciotto mesi, anche se l’autorizzazione si è formata con silenzio-assenso. Viene così modificato l’articolo 21 nonies della Legge 241/1990, che parlava più genericamente di un termine ragionevole. Dopo un anno e mezzo, quindi, gli interventi realizzati con Scia potranno essere considerati "al sicuro" da eventuali contestazioni.

Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il Governo individuerà in modo preciso i procedimenti soggetti alla segnalazione certificata di inizio attività e al silenzio-assenso, ma anche quelli per i quali è necessaria l'autorizzazione espressa o è sufficiente una comunicazione preventiva.
 
Dopo la presentazione di un’istanza, le Amministrazioni dovranno indicare obbligatoriamente i termini entro cui si pronunceranno o dopo quanto tempo l’eventuale silenzio potrà essere interpretato come accoglimento della domanda.
 

Conferenza di servizi

Sempre entro dodici mesi dall’approvazione della legge, il Governo adotterà un decreto legislativo per la semplificazione della conferenza di servizi, in modo da avere tempi certi ed evitare il blocco delle opere. Saranno ridotti i casi in cui la conferenza di servizi è obbligatoria e verranno introdotti modelli di istruttoria in grado di garantire la partecipazione telematica dei soggetti interessati.
 
Scatterà il silenzio-assenso se le amministrazioni (anche quelle preposte alla tutela della salute, del patrimonio storico-artistico e dell'ambiente) non si pronunceranno entro il termine dei lavori della conferenza.


© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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nadia

Alle solite. Ma che, pensate che siano i dipendenti a rilasciare i permessi? Come si vede che non sapete niente di pubblica amministrazione. Come si vede che ci si lascia irretire dalle parole d'ordine per dare la colpa a una categoria e perpetuare la guerra tra poveri nella quale pasce il potente e il corrotto. il pubblico dipendente può fare tutto quello che vuole, se non c'è la firma dei dirigenti o equivalenti non parte nulla. Non è l'assenteismo dei dipendenti a bloccare le cose. Sono gli interessi, politici o privati, di chi può apporre la firma finale. E questi non sono i dipendenti, assenteisti o no.

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Silvio

Bene così. In questo modo sconfiggeremo i tempi biblici di rilascio dei Permessi a Costruire, causa il reiterato assenteismo dei dipendenti pubblici......

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enrico

bene avanti così!


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