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Gazebo e pergotenda quando sono edilizia libera
NORMATIVA Gazebo e pergotenda quando sono edilizia libera
RISPARMIO ENERGETICO

Efficienza energetica: gli ingegneri al lavoro per semplificare le norme

di Alessandra Marra

Le proposte del CNI: stesura di un testo unico in materia di energia, stabilizzazione delle detrazioni fiscali e controlli sulle competenze energetiche

Vedi Aggiornamento del 08/10/2015
Commenti 7998
07/08/2015 – Gli ingegneri sono pronti a collaborare con le istituzioni per la stesura di un testo unico in materia di energia e per introdurre reali semplificazioni e agevolazioni (come la stabilizzazione degli ecobonus) nelle procedure energetiche per favorire imprese e cittadini.

Queste alcune proposte presentate nel corso della "13 Giornata Nazionale dell'Energia: efficienza e riqualificazione del patrimonio edilizio" organizzata a giugno scorso dal Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI), con FINCO ed ENEA.
 

Energia: semplificazioni e testo unico

Il CNI ha dichiarato che intende impegnarsi per intensificare la collaborazione con le Istituzioni (MISE, Ministero Ambiente, ENEA, GSE, commissioni parlamentari, ecc.), in modo da fornire un contributo attivo alle normative in materia energetica, sin dall’inizio del loro iter, partecipando ai tavoli di lavoro istituzionali e confrontandosi sulle criticità che stanno frenando lo sviluppo delle politiche energetiche.
 
Per favorire il dialogo il CNI proporrà alle Istituzioni l’elaborazione di un ‘Testo Unico in materia di energia’ (così come già avvenuto per l’ambiente e come sta per avvenire nella prevenzione incendi) offrendo le proprie competenze e le proprie risorse per l’impostazione e la stesura di tale strumento.
 
Il CNI inoltre si sta impegnando, unitamente alle altre professioni di area tecniche, per ottenere una reale semplificazione delle normative e degli iter burocratici, al fine di semplificare la vita alle imprese e ai cittadini.  
 
Secondo gli ingegneri è  necessario modificare il Titolo V della Costituzione, abolendo la potestà concorrente delle Regioni in materia di energia, in quanto nell’attuale situazione non solo le Regioni, ma spesso i Comuni, si sono dotati di normative locali ( “allegati energetici”) che si vanno a sovrapporre alle disposizioni nazionali (e regionali), aumentando ingiustificatamente il quantitativo di documentazione da produrre e rendendo disomogenea e confusa l’attività energetica nel territorio nazionale.
 

Mercato dell’energia e economia

Il CNI ritiene che il mercato dell’energia sia afflitto da complessi meccanismi per le incentivazioni fiscali, che non trasmettono certezza agli investitori e agli operatori professionali. Bisognerebbe quindi sviluppare strumenti tecnico/finanziari duraturi ed efficaci per la riqualificazione energetica degli edifici come la stabilizzazione delle detrazioni fiscali, i fondi di rotazione ed altri ecoincentivi.
 
Il CNI auspica l’attivazione di un modello operativo a livello territoriale che si configuri come strumento endogeno all’Amministrazione (Sportello Energia, Ufficio Energia), o come strumento esogeno (convenzione con gli Ordini e/o Enti qualificati), tramite il quale dare supporto agli uffici tecnici locali nel settore energetico.
 
Tale strumento dovrà avere il ruolo di consulenza operativa e professionale, verificando i documenti effettivamente richiesti per il rilascio del Titolo abilitativo, e controllando l’osservanza delle disposizioni di legge nei processi edilizi ed energetici. 
 
Il CNI auspica anche l’individuazione di criteri semplificati per l’accesso anche dei liberi professionisti qualificati al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA), strumento di eProcurement pubblico, gestito da Consip per conto del Ministero Economia e Finanze, oggi fortemente precluso al mondo della libera professione competente in materia.
 
Infine il CNI ha ricordato il ruolo primario degli Ingegneri italiani, per la realizzazione di interventi di miglioramento dell’efficienza e di uso delle fonti di energia rinnovabili,  in quanto il mercato dei servizi energetici richiede la massima qualificazione professionale, sia che si operi all’interno che all’esterno delle pubbliche amministrazioni (ad esempio come Energy Manager, E.G.E., Energy Audito, ecc).
 
Va quindi rivista la normativa in materia che ha consentito l’accesso a tali attività anche a soggetti in possesso delle più varie estrazioni professionali e culturali, senza che sia stato fatto alcun reale controllo sulle competenze specifiche, sul mantenimento delle stesse e sulla corretta condotta professionale.
 
Gli ingegneri ed i professionisti di area tecnica specializzati in materia sono soggetti all’obbligo di formazione ed aggiornamento ed al rispetto di un codice deontologico, finalizzato ad assicurare alla società che le loro prestazioni professionali siano qualificate ed aderenti ai principi richiesti dalle normative europee: è necessario ed opportuno che tali prerogative siano rispettati da tutti gli operatori del settore, al fine di garantire equità e reale concorrenza.


 

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Altri commenti
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Romualdo Mattioni

Io sono convinto che fino a quando gli ingegneri non parteciparanno in maniera più attiva e costruttiva alle scelte che riguardano la professione senza lasciarsi andare a posizioni individualistiche ed "autarchiche", la nostra categoria continuerà a perdere autorevolezza e prestigio.

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tutto

sempre più convinto dell'abolizione degli ordini professionali