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NORMATIVA

Appalti, nessun risarcimento se le nuove norme annullano l’aggiudicazione

di Paola Mammarella

Tar Toscana: se le leggi cambiano la Stazione Appaltante non ha alcuna responsabilità

Vedi Aggiornamento del 09/05/2016
16/09/2015 – Non è previsto alcun risarcimento se la revoca dell’aggiudicazione definitiva di un appalto deriva dal cambiamento delle norme. Chi presenta domanda ai sensi delle leggi in vigore non può quindi nulla se, nel frattempo, arrivano nuove disposizioni a cambiare le carte in tavola.
 
È questa la decisione presa dal Tar Toscana con la sentenza 1025/2015. Nel caso preso in esame, una società aveva presentato domanda per la partecipazione ad una gara, che si era aggiudicata in via provvisoria.
 
A causa di norme approvate successivamente alla gara, che avevano cambiato le condizioni per poter accedere alle selezioni, gli atti erano stati revocati e alla società non era mai stata comunicata l’aggiudicazione definitiva.
 
La società aveva quindi fatto ricorso sostenendo che la domanda era stata presentata in base alle regole vigenti in quel periodo e che, sempre in base a quelle regole, era risultata idonea.
 
Di parere opposto il Tar. A detta dei giudici, il provvedimento di revoca era stato causato dal cambiamento della legislazione statale, quindi non poteva essere addebitata nessuna responsabilità alla Stazione Appaltante.
 
Secondo il Tar, il legislatore nazionale è espressione della volontà generale e può quindi incidere sulla situazione soggettiva di un concorrente. Non si può quindi affermare che queste modifiche incidono sui diritti soggettivi o sui diritti acquisiti né che l’Amministrazione abbia violato il sui dovere alla lealtà.
 
Per questi motivi, hanno concluso i giudici, non può essere riconosciuto alcun risarcimento.
 
© Riproduzione riservata

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