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NORMATIVA

Appalti, una norma leggera di tipo anglosassone sostituirà il regolamento attuativo

di Paola Mammarella

Stop a liti e spreco di risorse con il débat public alla francese per le opere strategiche o di significativo impatto sull’ambiente

Vedi Aggiornamento del 12/01/2016
07/09/2015 – Alleggerire il peso delle norme ed evitare contenziosi. Tutto per rendere più spedita la realizzazione delle opere, senza perdite di tempo e sprechi di risorse. Vanno in questa direzione l’intenzione di eliminare il regolamento attuativo del nuovo Codice Appalti e il disegno di legge sul débat public.
 

Codice appalti senza regolamento attuativo

Il viceministro delle Infrastrutture, Riccardo Nencini, ha spiegato che il Governo sta pensando di eliminare il regolamento attuativo del Codice Appalti e sostituirlo con una norma più leggera di tipo anglosassone.
 
Al momento il disegno di legge per la riforma degli appalti prevede che, dopo la stesura del nuovo codice, sia varato anche un regolamento.
 
In questo modo si ricalcherebbe però la situazione attuale, in cui le disposizioni del Codice (D.lgs. 163/2006) e quelle del regolamento attuativo (Dpr 207/2010) spesso si sovrappongono, creando un panorama normativo poco chiaro.
 
Per semplificare la vita agli operatori del settore l’Esecutivo sta quindi pensando di proporre un “tavolato complementare” che faccia da sostegno al Codice degli appalti da approvare.
 

Débat public

Il processo di semplificazione passa anche attraverso la velocizzazione degli iter per la realizzazione delle opere. Un passaggio reso possibile dal coinvolgimento delle comunità interessate dai lavori e dalla presenza delle nuove infrastrutture per evitare che eventuali dissensi creino blocchi dei lavori e spreco di risorse. Va in questo senso il ddl sul débat public alla francese, che prevede la consultazione e la partecipazione in materia di localizzazione e realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche, al momento all’esame del Senato
 
Come spiegato dal viceministro Nencini, il sistema di consultazione si applicherà alle opere pubbliche di rilevanza strategica nazionale e a quelle con forte rilevanza socio-economica o impatto significativo sull'ambiente, per le quali sia prevista la valutazione di impatto ambientale obbligatoria o il cui valore di investimento sia pari o superiore a 100 milioni di euro e che riguardino un bacino di utenza non inferiore a 250 mila abitanti.
 
Nei casi in cui le opere non rientrino in questi parametri, la Commissione nazionale di garanzia per il dibattito pubblico procede ad avviare il procedimento su richiesta alternativamente: del proponente l'intervento, di un consiglio regionale o di un numero di consigli comunali o provinciali rappresentativi di almeno 250 mila abitanti, di almeno cinquanta membri della Camera dei deputati o venticinque membri del Senato, di 250 mila cittadini elettori residenti dove dovrebbe essere realizzato l'intervento.
 
Per quanto riguarda la tipologia delle opere, il débat public riguarda autostrade e superstrade, linee ferroviarie, vie di navigazione, o adeguamento dei canali esistenti alle dimensioni dei natanti di tonnellaggio elevato, piste di aerodromi, infrastrutture portuali, linee elettriche, gasdotti, oleodotti, depositi di scorie nucleari, dighe idroelettriche o dighe di ritenuta, trasferimento di acqua da bacino fluviale, stabilimenti e impianti culturali, sportivi, scientifici, turistici, impianti di trattamento, stoccaggio e smaltimento rifiuti, discariche e termovalorizzatori.
 
L'onere derivante dall'istituzione e dal funzionamento della Commissione nazionale è stimato in 3 milioni euro per il 2015 e in 5 milioni a decorrere dal 2016.
 
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