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NORMATIVA

Compensi dei progettisti, da architetti e ingegneri chiarimenti sul DM Parametri

di Paola Mammarella

Cnappc Cni: le Stazioni appaltanti devono allegare al bando il metodo di calcolo per consentire offerte congrue

Vedi Aggiornamento del 05/05/2016
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11/09/2015 – Ci sono ancora incertezze sulla definizione dei compensi dei progettisti da porre a base di gara. Dopo le segnalazioni degli Ordini territoriali, il Comitato paritetico composto da membri del Consiglio nazionale degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC) e Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI) ha fornito qualche chiarimento aggiuntivo.
 
Con un documento diffuso nei giorni scorsi, il Comitato paritetico ha ripreso i contenuti delle linee guida varate a marzo dall’Anac (Determina 4/2015) e ha fatto il punto della situazione sui compiti delle Stazioni Appaltanti, la classificazione dei servizi e i requisiti dei professionisti.
 

Stazioni Appaltanti e rispetto dei parametri

Secondo il comitato paritetico, le Stazioni appaltanti nei bandi devono sempre fare riferimento espresso al DM Parametri 143/2013 e riportare un quadro analitico delle prestazioni e dei relativi corrispettivi, in modo che i concorrenti formulino offerte congrue.
 
Le SA devono inoltre allegare al bando il metodo usato per determinare i compensi. In questo modo ci si accerta che non si producano valori superiori a quelli generati dalle vecchie tariffe. Per fare un confronto si può utilizzare il DM 4 aprile 2001.
 
In mancanza di riferimenti espliciti, per determinare il compenso si prendono in considerazione il tempo e l’impegno impiegato per lo svolgimento del servizio.
 

Compensi e servizi di urbanistica

Per quanto riguarda la determinazione dei corrispettivi per la stesura di un piano urbanistico generale, il comitato ha spiegato che applicando il Decreto Parametri si arriva a valori nettamente inferiori a quelli ottenuti seguendo le indicazioni date nel 1969 dal Ministero dei Lavori Pubblici. Secondo il Comitato, a creare difficoltà è l'applicazione del Pil per abitante per determinare il valore di riferimento nel calcolo del corrispettivo.

Per una questione di uniformità, si dovrebbe quindi fare riferimento al Pil medio nazionale e non a quello pro capite. L'uso del dato territoriale creerebbe infatti corrispettivi diversi a parità di prestazioni.
 

Classificazione dei servizi svolti

Il comitato ha spiegato che per le opere rientranti nelle categorie edilizia, strutture e viabilità, le attività svolte per opere analoghe possono comprovare il possesso dei requisiti solo se il loro grado di complessità è almeno pari a quello dei servizi da affidare.
 

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