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Professionisti, in arrivo la revisione delle norme per i CTU
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NORMATIVA

Patente a punti, la Riforma degli appalti punta sulla reputazione delle imprese

di Paola Mammarella

Antitrust: punteggio negativo in caso di cattive performance. Il Governo annuncia la fine del regolamento attuativo

Vedi Aggiornamento del 29/06/2016
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18/09/2015 – Patente a punti per le imprese che partecipano alle gare e massima semplificazione delle norme attuative. Sono i punti da cui sta ripartendo la Riforma degli Appalti.
 
Dopo essere stato approvato dal Senato, il disegno di legge delega che riscriverà le norme sui contratti pubblici è all’esame della Commissione Ambiente della Camera. Per snellire tutto il sistema che va dalla pubblicazione del bando alla realizzazione dell’opera sono in vista delle modifiche. A causa di un quadro normativo farraginoso e del comportamento di alcune imprese si sono spesso verificate difficoltà che hanno impedito il completamento delle opere.
 
Per evitare il ripetersi di questa situazione, il Governo formalizzerà delle proposte per rendere più facile ed economica la gestione degli appalti e la realizzazione delle infrastrutture.
 

Patente a punti per le imprese negli appalti

Il Governo sta valutando la proposta dell’Antitrust di prevedere un meccanismo che premi la reputazione e l’operato delle imprese, in modo da favorire quelle virtuose nell’accesso alle gare d’appalto.
 
Secondo l’Antitrust, per valutare la reputazione delle imprese ci sono tre metodi, ma quello più idoneo, in grado di garantire un adeguato livello di concorrenza, è la patente a punti. Alle imprese verrebbe assegnato un punteggio, da scalare in caso di performance negativi.
 
Gli altri sistemi prevedono che le Stazioni Appaltanti assegnino punteggi positivi in base ai buoni risultati raggiunti, In questo modo però verrebbero penalizzate le nuove imprese che non hanno mai partecipato ad una gara.
 

Fine del Regolamento attuativo del Codice Appalti

L’attuale Codice Appalti (D.lgs. 163/2006) è completato da un Regolamento attuativo (Dpr 207/2010). Le due norme a volte si pongono in contrasto, creando difficoltà agli operatori del settore.
 
Per porre fine a questi inconvenienti, il Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha confermato l’intenzione del Governo di sostituire il regolamento con una norma più leggera, una sorta di soft law di tipo anglosassone. Sarà l’autorità nazionale anticorruzione (ANAC) a predisporre queste linee guida che avranno la funzione di regolamentazione e controllo e che dovranno essere sottoposte al parere non vincolante del Parlamento.
 
Secondo il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC), l'abolizione del regolamento comporta un passo decisivo verso una effettiva semplificazione dell’intera materia.

Nei prossimi giorni l'Esecutivo proporrà delle modifiche finalizzate ad incentivare la progettazione di qualità e a superare la Legge Obiettivo, continuando però a garantire il proseguimento delle opere iniziate.
 

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