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NORMATIVA

Piano nazionale per le periferie: ecco il bando da 200 milioni di euro

di Alessandra Marra

Definiti i criteri di selezione dei progetti che i Comuni dovranno presentare entro il 30 novembre per il ‘rammendo urbano’ di Renzo Piano

Vedi Aggiornamento del 27/02/2018
25/09/2015 – Composizione della commissione giudicatrice, indicazione dei criteri di selezione dei progetti e cadenze delle varie fasi del Piano.
 
Queste sono alcune delle informazioni contenute nel bandodi prossima pubblicazione ufficiale, per l’attuazione del Piano nazionale da 200 milioni di euro per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate.
 

Piano nazionale per il 'rammendo delle periferie': il bando

Il bando definisce i criteri per selezionare gli interventi, diretti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale e al miglioramento della qualità del decoro urbano, e la composizione del Comitato per la valutazione dei progetti.

I criteri di valutazione dei progetti da parte del Comitato saranno:
1) la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale;
2) il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale, anche mediante interventi di ristrutturazione edilizia, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali ed educativi e alla promozione delle attività culturali, didattiche e sportive;
3) la tempestiva esecutività degli interventi;
4) la capacità di coinvolgimento di soggetti e finanziamenti pubblici e privati e di attivazione di un effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico nei confronti degli investimenti privati.”

I Comuni interessati dovranno inviare entro il 30 novembre 2015 i progetti, allegando una relazione degli interventi corredata da tavole illustrative ed elaborati tecnicoeconomici e dal cronoprogramma attuativo degli stessi.

I progetti verranno valutati da un apposito Comitato composto da rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze, dei beni e delle attività culturali e del turismo, delle regioni e delle province autonome, del Dipartimento per gli affari regionali, del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica, dell'Agenzia del demanio e dell'Associazione nazionale dei comuni italiani.

Dopo aver selezionato i progetti, si procederà alla stipula delle convenzioni o accordi di programma, tra Stato e Comuni promotori dei progetti, in cui si definiranno i tempi di attuazione degli interventi e i criteri per la revoca dei finanziamenti in caso di inerzia realizzativa.
 
Ricordiamo che tali progetti saranno finanziati con il “Fondo per l’attuazione del Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate” con risorse pari a 50 milioni di euro per il 2015 e di 75 milioni di euro sia per 2016 sia per il 2017.
 
Il Piano per la riqualificazione delle periferie degradate si pone in continuità con il ‘rammendo delle periferie' che aveva visto l'impegno dall’architetto e senatore a vita Renzo Piano. 

 
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