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CTU, illegittimo il taglio dei compensi nei patrocini gratuiti

di Paola Mammarella
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La Corte Costituzionale boccia la norma della Legge di Stabilità 2014 che riduce di un terzo il compenso dei consulenti tecnici d’ufficio

Vedi Aggiornamento del 19/05/2017
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30/09/2015 – È illegittimo il taglio dei compensi dei consulenti tecnici di ufficio (CTU) nominati dai giudici in caso di gratuito patrocinio. Lo ha chiarito la Corte Costituzionale che, con la sentenza 192/2015, ha dichiarato incostituzionale il comma 606, lettera b, della Legge di Stabilità per il 2014 (Legge 147/2013).
 
La Legge di Stabilità per il 2014 ha modificato le norme sui compensi ai periti e ai consulenti tecnici e il regolamento sulle spese di giustizia, disponendo il taglio di un terzo degli importi nei giudizi con gratuito patrocinio.
 
Secondo la Corte Costituzionale, la retribuzione dei tecnici non deve essere condizionata da fattori esterni, perché in questo modo sarebbero violati i principi di uguaglianza, ragionevolezza e proporzionalità.
 
La Corte ha ribadito che i compensi devono essere quantificati solo in base alla prestazione effettivamente svolta. Non importa se le spese di giudizio sono sostenute da privati o dall’Erario, che interviene nel caso in cui nel giudizio sono coinvolti soggetti meno abbienti.
 
Il Governo aveva motivato la disposizione di legge con la necessità di provvedere a un risparmio di risorse pubbliche. In base alle stime effettuate in fase di approvazione della norma, la disposizione avrebbe fatto risparmiare circa 10 milioni di euro all’anno.
 
La Corte Costituzionale non ha tenuto conto delle motivazioni dell’Esecutivo, ma ha sottolineato che non si può prevedere un compenso irrisorio per delle prestazioni altamente qualificate.
 
La conseguenza di una simile norma, hanno concluso i giudici, sarebbe il rischio di un impoverimento degli strumenti di giudizio a disposizione dei giudici. I consulenti con le migliori professionalità si allontanerebbero infatti dal sistema a causa delle basse possibilità di guadagno.

Sull’argomento si è espresso Inarsind, sindacato degli ingegneri e architetti liberi professionisti. Il presidente, Salvo Garofalo, ha inviato una lettera al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, affermando che il CTU affronta percorsi di formazione e aggiornamento professionale e non può percepire un onorario umiliante. Per garantire una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto, Inarsind ha quindi chiesto un incontro al Ministro.
 
Ricordiamo che sui compensi dei CTU è già intervenuto il Consiglio nazionale degli Ingegneri, che ha lamentato un peggioramento del trattamento economico. Sotto accusa, nei giorni scorsi, è finita la Legge 132/2015, in base alla quale il CTU non può chiedere acconti superiori al 50% del compenso calcolato sulla base del valore di stima dell’immobile e la parcella intera va invece conteggiata sul valore di vendita. 
 
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