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Professionisti, dal 1° novembre sarà più facile partecipare alle gare

di Paola Mammarella

Le irregolarità contributive e i debiti fino a 500 euro con Inarcassa non causeranno l’esclusione dalle gare di progettazione

Vedi Aggiornamento del 01/12/2015
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28/09/2015 – Dal primo novembre 2015 per i professionisti con qualche irregolarità contributiva diventa più facile ottenere il certificato di regolarità contributiva e partecipare alle gare per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura.
 
Il Consiglio di Amministrazione di Inarcassa, Cassa di previdenza degli ingegneri e architetti liberi professionisti, ha varato nuove misure che, tenendo conto delle difficoltà in cui versano molti professionisti, allentano i requisiti utili al rilascio del certificato.
 

Inarcassa e la regolarità contributiva

Il certificato di regolarità contributiva, lo ricordiamo, è una delle condizioni necessarie per poter partecipare alle gare. In presenza di condizioni che ne impediscono il rilascio, come debiti nei confronti di Inarcassa, il professionista è quindi escluso dalla selezione.
 
Visto l’impatto della crisi sull’attività dei professionisti, Inarcassa ha rivisto il concetto di violazioni gravi a vantaggio degli iscritti.
 
In fase di richiesta del certificato di regolarità contributiva, non sarà considerata irregolarità grave il mancato pagamento della contribuzione minima corrente, che nel 2015 ammonta a 3016 euro.
 
Allo stesso tempo, è stata innalzata da 100 euro a 500 euro la soglia di debito grave che impedisce il rilascio del certificato e quindi preclude la partecipazione alla gara.
 
Il periodo di validità del certificato di regolarità contributiva passa da 90 a 120 giorni. Il professionista avrà inoltre a disposizione 15 giorni anziché 7 per la regolarizzazione spontanea dei debiti o per l’omessa dichiarazione dei redditi.
 
Si tratta, ha sottolineato il presidente di Inarcassa, Giuseppe Santoro, di misure che permetteranno agli associati di accedere al lavoro in modo più semplice e flessibile. "I nostri iscritti – ha affermato Santoro - fanno grandi sacrifici per versare regolarmente i contributi alla Cassa, ben sapendo che non si tratta di una tassa ma del loro stesso futuro previdenziale. Per questo dovevamo agevolarli, non potevamo più consentire che un debito di soli 100 euro potesse impedire l’accesso a una committenza o l’incasso di crediti vantati verso la Pubblica Amministrazione”.
 

Certificato di regolarità contributiva diverso dal Durc

Ricordiamo che negli scorsi mesi Inarcassa ha chiarito che il certificato di regolarità contributiva e il Durc sono due cose differenti.
 
La regolarità contributiva chiesta ai progettisti nelle gare per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura riguarda i versamenti al loro ente previdenziale, cioè a Inarcassa. È una regola prevista per i liberi professionisti dall’articolo 90, commi 6 e 7, del Codice Appalti (D.lgs. 163/2006).
 
Il Durc, invece, è  disciplinato dall’articolo 6 del Regolamento Attuativo del Codice Appalti (Dpr 207/2010). In base a queste norme, le imprese che partecipano alle gare d’appalto devono essere in regola con gli adempimenti nei confronti di Inps, Inail e Casse edili. Si tratta quindi di regole utili a tutelare i dipendenti delle imprese.
 

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