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PROFESSIONE

Professionisti e società, il diritto al compenso si prescrive in tre anni

di Paola Mammarella
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Cassazione: la natura della prestazione presuppone che il pagamento avvenga senza dilazioni e in tempi brevi

Vedi Aggiornamento del 05/05/2016
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09/09/2015 – Anche per le società formate da professionisti si prescrive in tre anni il diritto di percepire un compenso per le opere prestate e il rimborso delle spese sostenute. Lo ha affermato la Corte di Cassazione, che con la sentenza 13144/2015 ha ripercorso le norme con cui professionisti e società sono stati equiparati.
 
Prima del 1997, invece, solo i professionisti perdevano il diritto ad essere pagati dopo tre anni dallo svolgimento dell’incarico.
 

Compensi dei singoli professionisti

I giudici hanno ricordato che, in base all’articolo 2956 del Codice Civile, la prescrizione triennale è giustificata dalla particolare natura del rapporto di prestazione d’opera intellettuale, dal quale derivano obbligazioni il cui adempimento suole avvenire senza dilazione, o comunque in tempi brevi.

Chi sottoscrive un contratto d’opera professionale, che presuppone l’esercizio individuale della professione, normalmente paga in tempi brevi. Se si sforano i tre anni di tempo, il committente può far valere la prescrizione e non pagare il professionista.
 

Compensi per le società

Negli ultimi anni le società sono state equiparate ai professionisti e hanno avuto la possibilità di svolgere qualsivoglia attività professionale.

Il processo di “parificazione” è iniziato con la Legge 266/1997 che abrogando il divieto previsto dall’articolo 2 della Legge 1815/1939, ha liberalizzato la costituzione di società per fornire alcune prestazioni di assistenza o consulenza in materia tecnica, legale, commerciale, amministrativa, contabile o tributaria. Prima di questa data l’esercizio associato delle professioni doveva rispettare una serie di vincoli.
 
Successivamente, con la Legge 183/2011 è diventato possibile costituire società tra professionisti per l’esercizio delle attività professionali.
 
Sulla base di questi cambiamenti, le società composte da professionisti sono state equiparate ai singoli professionisti. Ciò significa che la prescrizione può essere fatta valere anche nei loro confronti, ma solo se l’incarico è stato svolto dopo i cambiamenti avvenuti nel panorama normativo.
 
Nel caso esaminato, una società che tra il 1993 e il 1994 aveva svolto un incarico professionale, aveva chiesto il pagamento dovuto. Il soggetto per il quale era stato svolto l’incarico aveva però obiettato che il termine per il pagamento si fosse prescritto.
 
Dopo aver affermato che l’incarico poteva essere svolto dalla società in questione, i giudici hanno sottolineato che la prestazione era avvenuta prima dei cambiamenti normativi che hanno portato all’equiparazione tra professionisti e società. Dato che in quel periodo la prescrizione non si applicava alle società, il committente è stato condannato al pagamento delle somme dovute.

 
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