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Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
LAVORI PUBBLICI Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
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Studi professionali, ogni collega deduce i costi della propria attività

di Paola Mammarella

Cassazione: in uno studio condiviso, il titolare non può scomputare dal suo reddito tutte le spese per affitto e utenze

Vedi Aggiornamento del 29/10/2015
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01/09/2015 – Il professionista che divide lo studio con altri colleghi, ma che è l’unico titolare delle utenze, non può dedurre dal reddito tutti i costi sostenuti.
 
Con la sentenza 16035/2015, la Cassazione ha spiegato che sono deducibili i costi sostenuti in rapporto all’attività realmente svolta.
 
Ciò significa che il titolare dello studio non deve sostenere, ed in seguito detrarre dal reddito, tutti i costi sostenuti per l’affitto e le utenze.
 
Secondo i giudici, infatti, dopo aver pagato, il professionista deve riaddebitare agli altri professionisti le quote che non sono di sua competenza attraverso una fattura assoggettata ad Iva.
 
L’operazione ha due implicazioni. Da una parte diminuisce l’importo da dedurre dal reddito. Dall’altra i rimborsi percepiti non comportano una maggiorazione del reddito, ma solo una diminuzione dei costi i gestione.
 
Nel caso esaminato dalla Cassazione, un professionista aveva mandato in detrazione tutti i costi sostenuti per lo studio. Di fronte alle contestazioni dell’Agenzia delle Entrate aveva risposto di essere l’unico titolare e che gli altri professionisti erano, in realtà, dei giovani collaboratori tirocinanti.
 
La Cassazione ha dato torto al professionista e convalidato la tesi del Fisco in base alla quale vanno sostenuti e dedotti i costi riferibili all’attività svolta. Il professionista ha dovuto quindi scorporare dal totale i costi inerenti all’attività degli altri professionisti e rimborsare all’Agenzia delle Entrate le somme dedotte in modo improprio.

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