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TECNOLOGIE

Le case stampate in 3D sono già realtà

di Rossella Calabrese

Sarà presentata domani a Ravenna BigDelta, la stampante più grande del mondo

Vedi Aggiornamento del 28/01/2020
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17/09/2015 - Una vera casa, fatta con materiale a km 0 come l’argilla, stampata in 3D. Sarà presto possibile grazie a BigDelta12, la stampante 3D più grande del mondo - 12 metri di altezza - realizzata da WASP (World’s Advanced Saving Project) azienda ravennate leader nel mondo della stampa 3D.
 
“La realizzazione della BigDelta - spiegano i suoi creatori - è molto più che un sogno realizzato, se consideriamo che le stime internazionali prevedono entro il 2030 una rapida crescita della richiesta di alloggi a prezzi accessibili ed adeguati per oltre 4 miliardi di persone con un reddito annuo sotto i 3000 dollari. Per soddisfare questa domanda le Nazioni Unite stimano che per i prossimi 15 anni vi sarà un fabbisogno giornaliero di 100.000 unità abitative.
 
WASP, che in questi anni ha fatto del concetto di autoproduzione e di conoscenza condivisa il cuore del progetto, propone una visione molto più estesa rispetto a quella di una casa a costo zero. Stiamo parlando della MakerEconomy, un nuovo modello in cui tutto può essere autoprodotto grazie a soluzioni condivise fornite dalla stampa 3D e legate alle necessità primarie: lavoro, salute e abitazione” - conclude il comunicato.
 
BigDelta sarà presentata il 18, 19 e 20 settembre a Massa Lombarda (RA), nell’ambito di un raduno che prevede workshop, conferenze, concerti e spettacoli. Programma
 

Il progetto BigDelta

Una casa in argilla non è nulla di nuovo, è anzi un’applicazione antichissima. La tecnologia 3D consente però di realizzare costruzioni molto gradevoli esteticamente in tempi brevi e con una necessità di manodopera praticamente pari a zero. La ricerca sui materiali è un’esigenza primaria e si dimostra quindi incessante: l’innovazione davvero sorprendente che è attualmente allo studio per impedire che l’argilla si ritiri seccandosi è l’inserimento dei semi di alcune graminacee all’interno dell’impasto da stampare.
 
Per “salvare il mondo” occorre recarsi in zone del pianeta che non dispongono di tutte le strutture a cui siamo abituati, sia per quanto riguarda il trasporto che il rifornimento di energia. La trasportabilità implica che il materiale sia leggero e che la macchina possa essere tarata in base alle caratteristiche del territorio. La questione del consumo di energia è determinante perché in vaste aree del pianeta manca l’elettricità, occorre quindi utilizzare sole, vento ed energie rinnovabili.
 
Il progetto di WASP non è solo la casa, è un intero processo. Per questo motivo è necessario che lo sviluppo della macchina sia perfettamente in linea con l’idea di partenza: una stampante che estrude materiale a km 0 e si alimenta di sole, vento e acqua, che sia adattabile a qualsiasi tipo di contesto ambientale, trasportabile e assemblabile facilmente. Per saperne di più su BigDelta
 

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