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Bossong SpA: “Il know how italiano per ancoraggi in condizioni estreme presentato a Expo”
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Bossong SpA: “Il know how italiano per ancoraggi in condizioni estreme presentato a Expo”

29/10/2015 - Durante la costruzione di EXPO 2015 molti ancoranti Bossong sono stati installati nei cantieri dei vari Padiglioni così come pure nelle strutture comuni. Ecco il motivo del luogo della conferenza stampa: MILANO EXPO vicino al Padiglione ITALIA.

La particolare attenzione di ancoraggi alla sicurezza in ambienti difficili o estremi ha portato l’azienda a sperimentare installazioni e applicazioni di prodotti di fissaggio chimico in particolari situazioni. L’azienda tedesca fin dal dopoguerra ha sempre prodotto chiodi e chiodatrici per fissaggio a sparo e poi, una volta divenuta italiana nel 1962 ha aggiunto la produzione di ancoranti meccanici. Ma è grazie all’intuizione del suo fondatore italiano Dott. Luciano Taddei che negli anni novanta la Bossong vira decisamente verso la chimica e le resine per il fissaggio nel mondo dell’edilizia diventano il core business dell’azienda.

Uno di questi prodotti è la resina epossidica pura testata per fissaggi strutturali in zona di grande sismicità C2. Come è possibile verificare zone come l’Italia ricadono quasi completamente in categoria C2. In questo campo Bossong, che ha sempre a cuore la progettazione sicura delle costruzioni, ha attuato, secondo i criteri dell’ETAG-001 Annex E, la qualifica europea dell’ancorante chimico EPOXY 21 in zona sismica in categoria C2. Il prodotto è quindi idoneo per applicazioni strutturali e non strutturali e per tutti i livelli di sismicità.

Il primo ancoraggio tutto italiano per fissaggi in zona sismica

Le metodologie di progettazione sismica hanno acquisito negli ultimi anni sempre più importanza non solo per le aree ad elevata sismicità quali Stati Uniti (costa ovest) e Giappone, ma anche per i territori come quello Europeo che negli ultimi 30 anni ha registrato diversi terremoti di magnitudo superiore a 5.

In riferimento alla sismicità europea, la maggior parte dei paesi richiedono una progettazione sismica adeguata e la autorità hanno autorizzato studi di approfondimento per la tutela del profilo economico sociale e della sicurezza. In altri termini, al tema della salvaguardia della vita, nel caso degli edifici architettonici ed industriali si associa anche il tema della salvaguardia del valore monumentale oltre a quello di attrezzature, lavorati e semilavorati stoccati nei magazzini e, soprattutto, della continuità operativa delle aziende. Una corretta progettazione in condizioni sismiche considera come il materiale base risponde durante il terremoto e conseguentemente la struttura subirà spostamenti e quindi deformazioni nei suoi elementi costitutivi che, a loro volta, causano l’apertura di fessure negli elementi in calcestruzzo. Per questo motivo tutti gli ancoranti destinati a trasferire carichi sismici devono essere idonei per l'impiego in calcestruzzo fessurato e la loro progettazione deve essere basata sull’assunzione che le fessure nel materiale base abbiano cicli di apertura e chiusura per la durata del sisma.

Questa problematica, di grande interesse a livello europeo, è stata affrontata in maniera sistematica dall’EOTA (European Organisation for Technical Approvals), incaricata dalla Commissione Europea, per definire una nuova procedura di test e per stabilire l’idoneità degli ancoranti post-installati sotto azione sismica. Ad oggi, dopo 5 anni di collaborazione tra multinazionali, esperti europei in azioni sismiche, aziende piccole/medie impegnate fianco a fianco con ECAP (European Consortium of Anchors Producers) e Politecnico di Milano, la linea guida europea è arrivata alla sua forma finale con ambiti di applicazione sia strutturale che non strutturale. Si tratta di test e criteri di verifica adeguati che sono necessari per la corretta valutazione delle prestazioni di un ancorante sottoposto ad azioni sismiche e solo gli ancoranti certificati sulla base di questi requisiti sono adatti per connessioni rilevanti per la sicurezza. Gli ancoranti soggetti a questa nuova procedura di certificazione devono comprendere nell’ETA tutti i dati tecnici necessari, sia in termini di carico che di spostamento, in accordo alla linea guida ETAG 001 – Annex E.

L’idoneità al carico sismico è classificata secondo due protocolli di prova, individuati in funzione della sismicità dell’area e della classe di importanza dell’edificio su cui operare. Essi si distinguono in:

•Categoria sismica C1 – adatta solo per impieghi non strutturali con livelli di bassa sismicità,
•Categoria sismica C2 – adatta per impieghi strutturali e non strutturali e per tutti i livelli di sismicità.

Il protocollo di prova C1 riprende interamente quanto proposto dalla normativa statunitense ACI 355-2 e prevede 10 test con simulazione sismica a trazione e a taglio per ogni diametro dell’ancorante di cui si vuole ottenere la qualifica. Invece, la categoria sismica C2 comporta un protocollo più severo che prevede un minimo di 30 test per diametro e, oltre alla ciclicità del carico, si prende in considerazione anche la variabilità di apertura della fessura fino ad un’ampiezza massima di 0,8 mm simulando l’inversione del momento attraverso la compressione attiva del calcestruzzo intorno all’ancoraggio.

Come è possibile vedere zone come l’Italia ricadono quasi completamente in categoria C2. In questo campo Bossong, che ha sempre a cuore la progettazione sicura delle costruzioni, ha attuato, secondo i criteri dell’ETAG-001 Annex E, la qualifica europea dell’ancorante chimico EPOXY 21 in zona sismica in categoria C2. Il prodotto è quindi idoneo per applicazioni strutturali e per tutti i livelli di sismicità.

Inoltre EPOXY 21 è uno dei migliori ancoranti chimici presenti sul mercato europeo con doppia certificazione europea. È costituito da una resina epossidica Bossong bi-componente ad alto valore di aderenza per fissaggi pesanti per impieghi su calcestruzzo, muratura piena e legno. È adatto per fissaggi elettricamente isolati, permette ancoraggi ad elevato potere dielettrico annullando l’effetto delle correnti vaganti. La resina, per il suo alto valore di aderenza e per la facilità di penetrazione nelle porosità e nelle zone cave, consente un fissaggio sicuro senza espansione e quindi senza tensioni nel materiale di base durante l’installazione. La resina e l’indurente si miscelano solo durante l’estrusione mediante il passaggio del prodotto nell’apposito miscelatore e non necessita di pre-miscelazione.

Un’altra resina oggetto dell’ancoraggio estremo è un prodotto vinilestere senza stirene bi-componente per carichi pesanti per fissaggi in calcestruzzo V-PLUS. Resina vinilestere Bossong senza stirene bi-componente per carichi pesanti per fissaggi in calcestruzzo, muratura piena, laterizi forati e legno.

ETA-09/0140 Opzione 7 da M8 a M24 per calcestruzzo non fessurato e OPZIONE 1 PER INSTALLAZIONE IN CALCESTRUZZO FESSURATO con barre da M10 a M20. Il prodotto è omologato per fissaggi con profondità variabile di ancoraggio, per dare al progettista un’elevata flessibilità. Incremento della massima profondità di ancoraggio fino a venti volte il diametro nominale della barra filettata. ETA-09/0246 Barre ad aderenza migliorata (diametro da 8mm a 32mm) per connessioni post-installate in calcestruzzo armato. Riduzione della minima profondità di ancoraggio per la realizzazione di connessioni post-installate di barre ad aderenza migliorata. Rapporto di valutazione per la resistenza al fuoco.

Versione Jumbo da 825 ml omologata, ideale per grandi lavori. Possibilità di utilizzo del prodotto in calcestruzzo asciutto, umido e foro allagato (foro allagato qualificato solo per barre filettate). La reazione di indurimento del prodotto avviene anche in presenza di acqua. Qualifica VOC in accordo al Decreto francese nr. 2011-321 ed in conformità alla Norma ISO 16000.

Grazie alla mancanza di stirene (assenza di odore pungente) l’utilizzo è possibile anche in ambienti chiusi. Consistenza tixotropica. La resina, per il suo alto valore di aderenza e per la facilità di penetrazione nelle porosità e nelle zone cave, consente un fissaggio sicuro senza espansione e quindi senza tensioni nel materiale di base durante l’installazione.

La resina e l’indurente si miscelano solo durante l’estrusione mediante il passaggio del prodotto nell’apposito miscelatore. Non necessita di premiscelazione.

Può essere impiegata anche come massa di riparazione e riempimento.

V-PLUS versione TROPICAL in grado di lavorare ad altissime temperature fino a +50°C. Questa resina ha ottenuto un ETA-09/0140 Opzione 7 per calcestruzzo non fessurato e OPZIONE 1 per installazione in calcestruzzo fessurato per barre filettate standard. V-PLUS TROPICAL ha pure un European Technical Assessment ETA-09/0246 per Barre ad aderenza migliorata per connessioni post-installate in calcestruzzo armato.

Ancorante chimico V-PLUS versione WINTER con doppia certificazione ETA-CE.

Resina vinilestere Bossong senza stirene bi-componente per carichi pesanti per fissaggi in calcestruzzo, muratura piena, laterizi forati e legno. Formulazione speciale per applicazioni nel periodo invernale fino a -20°C di temperatura ambiente. Tempi di posa in opera ridotti anche a basse temperature.

ETA-09/0140 Opzione 7 da M8 a M24 per calcestruzzo non fessurato e OPZIONE 1 PER INSTALLAZIONE IN CALCESTRUZZO FESSURATO con barre da M10 a M20. Il prodotto è omologato per fissaggi con profondità variabile di ancoraggio, per dare al progettista un’elevata flessibilità. Installazioni di apparecchiature avvenute sul Monte Bianco per scopi scientifici.

Entrambi gli ancoraggi V-PLUS ed EPOXY21 sono stati inoltre testati per fissaggi UNDERWATER (sottomarini) certificati con prove di estrazione in situ con una equipe specializzati per lavori in ambiente marino e portuale a Marsiglia.

L’oggetto del test sottomarino è la verifica della possibilità di garanzia delle performance di tenuta chimica in ambiente subacqueo di alcune cartucce di resina Bossong vinilestere ed epossidica. Abbiamo proceduto alla definizione di una procedura di posa in collaborazione con Società che effettuano lavorazioni sottomarine integrando le loro esigente a quelle della normativa ETAG per ancoraggi in ambiente secco, umido e con foro allagato.

I test sono stati condotti presso l'Istituto Nazionale della subacquea professionale di Marsiglia per beneficiare delle risorse, le capacità e le competenze della INPP. Anche l’aspetto della perforazione subacquea è stato affrontato e studiato al fine di inserirlo nelle procedure di prova con tutte le specifiche del caso.

Il principio fondamentale del test è stata la convalida della procedura di installazione e ottimizzazione del tempo di esposizione per le procedure di impostazione identificando l’hardware appropriato. Sono stati raccolti dati base per confrontarli con i dati di configurazione standard esposti nell’ETA (European Technical Assessment, valutazione tecnica europea).

Alla fine siamo riusciti a redigere un protocollo di prova per fissaggio di resine in ambiente subacqueo con prove di pull-out che hanno dato ottimi risultati.


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