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Anna Rita Emili recupera la 'Casa a Castello'
CASE & INTERNI

Anna Rita Emili recupera la 'Casa a Castello'

di Cecilia Di Marzo

Cinque livelli in cui leggere la sequenza di interventi, tecniche e materiali

14/10/2015 - Il progetto della Casa a Castello dell'architetto Anna Rita Emili nasce da una attenta indagine sui caratteri architettonici del luogo. La casa si colloca a 800 metri di altitudine ad est di Roma, nell'antica acropoli di Praeneste (oggi Palestrina). Luogo dove nel 1953 venne realizzato il film 'Pane amore e fantasia' di Comencini, Castel San Pietro Romano si caratterizza oggi come un piccolo borgo compatto, composto di strade strettissime e case rivestite di intonaco grezzo. Le antiche mura, che lo avvolgono a partire da una fortezza risalente all'anno 1000, pongono in evidenza una serie di superfetazioni realizzate a partire dagli anni '50 che aggettano sulla strada provinciale. 

La casa oggetto dell'intervento rappresenta una di queste entità ed è disposta su cinque livelli. Il suo sviluppo in altezza consente una vista mirabile a 360 gradi sul panorama. Precedentemente l'antico muro del borgo era stato nascosto all'interno della casa compreso tra una prima superfetazione e il nucleo originario risalente ai primi anni del Novecento, provocando la totale perdita percettiva delle tracce storiche. 

Il primo intervento è stato quello di far leggere la sequenza di interventi avvenuti negli anni, attraverso la suddivisione della serie di superfetazioni e la vecchia casa. La concezione netta tra vecchio e nuovo viene garantita dalla presenza di una vetrata alta 10mt e larga 90cm, consentendo in questo modo anche la rilettura delle mura storiche del borgo. 

La vecchia casa, prima completamente intonacata, presenta oggi un rivestimento interno di pietra faccia a vista, mentre all'esterno è stato ripristinato l'intonaco grezzo, in linea con il resto del borgo. L'annesso - il volume della superfetazione - collegato al resto della casa solo attraverso una scala a chiocciola, è stato ristrutturato e intonacato, lasciando in pietra solo la parte coincidente con il muro storico. 

Entrambi i volumi caratterizzati da un intervento minimale in grado di consentire la lettura di tutti i materiali e le tecnologie costruttive utilizzate, sono stati suddivisi da pareti vetrate o colorate. Concepite come piani orizzontali e verticali che si intersecano, con lo scopo di creare una percezione spaziale sempre diversa, le pareti suddividono nei tre livelli ottenuti all'interno del nucleo originario un soggiorno cucina e bagno al piano terra, mentre nei due livelli superiori trovano collocazione una stanza da letto, un soggiorno di piano, uno studio e rispettivi servizi. All'interno del nucleo originario tutto è visibile, persino il tetto. Una grande libreria in ferro, percepibile nella sua interezza, scandisce tutti i livelli arrivando sino al tetto in lamiera e putrelle di ferro. 
L
'annesso, suddiviso sempre da pareti vetrate o colorate, presenta al suo interno una zona relax con idromassaggio e spogliatoio, una stanza da letto, uno studio e i servizi.

 

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