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Una storia di disegni da Mies van der Rohe a Ruegenberg
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Una storia di disegni da Mies van der Rohe a Ruegenberg

di Valentina Ieva

Esposti fino al 24 ottobre i disegni inediti del Padiglione Barcellona

06/10/2015 - Bologna: 'Una storia di disegni da Mies van der Rohe a Ruegenberg'. Questa incredibile storia ha inizio con la perdita dei disegni originali di Mies van der Rohe, a causa dei bombardamenti che nel 1945 hanno raso al suolo Berlino. Disegni dei quali non si avrebbe traccia, se l'assistente di Mies van der Rohe, Sergius Ruegenberg, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, non avesse pazientemente ridisegnato a memoria le tavole architettoniche. 

Per la prima volta questi disegni inediti sono esposti a Bologna, negli spazi ABC, fino al prossimo 24 ottobre. La mostra, curata da Alice Zannoni, e con l’allestimento progettato da Fausto Savoretti, comprende il materiale dell’archivio di Mario Ciammitti con:
 
• 24 disegni su lucido di dimensioni variabili, originali di Sergius Ruegenberg;
• 6 fotografie 24x18 cm del 1929, tra ritratti dei soggetti coinvolti e immagini del Padiglione;
• corrispondenza epistolare tra Mario Ciammitti e Hans Maria Wingler, Fondatore e Direttore del Bauhaus Archive / Museum of Design fino al 1984;
• corrispondenza epistolare tra Mario Ciammitti e Sergius Ruegenberg, per quel che concerne gli aspetti tecnici della realizzazione.

L'iniziativa che ABC offre alla città di Bologna rappresenta un'occasione unica che, unitamente alla correttezza filologica delle fonti, riesce a raccontare in maniera spontanea il fermento e l’eccitazione che in quegli anni connotavano il mondo dell’architettura a livello internazionale e le ambizioni di Bologna, già città metropolitana.

Spiega emozionato il curatore della mostra, Mario Ciammitti: "Ho letto moltissimi documenti, ma quasi nessuno era veramente utile per un eventuale ricostruzione. Quando finalmente Wingler (durante il mio terzo viaggio a Berlino), mi ha messo in contatto con Ruegenberg (di cui avevo letto un articolo particolare sulla formazione culturale e la personalità di Mies van der Rohe), le cose sono cambiate immediatamente.
Ruegenberg mi ha invitato a fargli visita a casa sua e mi ricordo quel giorno come uno dei più commoventi della mia vita"!


Lui mi ha permesso di fotografare tutti i suoi disegni, ridisegnati a memoria dopo la guerra perché gli archivi Mies erano andati persi sotto i bombardamenti; solo lui, che aveva seguito i lavori del Padiglione di Barcellona, avrebbe potuto essere in grado di ridisegnare una costruzione così ricca di dettagli.

E, infine, conclude Ciammitti: "Mi descrisse l' uomo Mies, consapevole dell'importanza del suo ruolo di Maestro e con tutti i suoi "difetti caratteriali". Ruegenberg aveva già più di 80 anni, quando io l'ho incontrato, ma aveva ancora tanta voglia di agire ed era entusiasta all'idea di ricostruire il padiglione di Bologna".
 
© Riproduzione riservata

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