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È di Renzo Piano il progetto della scuola del futuro

di Paola Mammarella

L’architetto senatore a vita: 'La scuola che farei è un rammendo edilizio e sociale in periferia'. Entro dicembre il concorso di idee

Vedi Aggiornamento del 30/01/2018
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12/10/2015 – È di Renzo Piano il modello di scuola innovativa voluta dal Governo con la Riforma della Scuola. Il prototipo cui ispirarsi nel concorso di idee che sarà bandito dal Ministero dell'Istruzione entro dicembre è semplice, sostenibile, attento alla socializzazione, ma soprattutto situato in periferia, dove vive la maggior parte degli studenti.

Si tratta di un modello di scuola su tre livelli, ideato in collaborazione con il pedagogista Franco Lorenzoni, che circa un anno fa in un articolo aveva lanciato la sfida “Cari architetti, rifateci le scuole”, e lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet. Il modello, in scala 1:200, lo scorso settembre è stato condiviso con la Presidenza del Consiglio dei Ministri durante un incontro a Palazzo Giustiniani, la sede del gruppo di architetti G124, gruppo di lavoro fondato dal senatore sulle periferie e la città che sarà.

Come illustrato da Renzo Piano in esclusiva sulle pagine de Il Sole24Ore, il progetto inizialmente era stato pensato per l’area Falck di Sesto San Giovanni, ma si propone ora come fonte di ispirazione per la realizzazione delle scuole innovative finanziate con 300 milioni di euro di fondi Inail dalla Riforma della Scuola.
 

Scuole innovative: come saranno

Il piano terra dovrà avere la funzione di connessione con la città. Sarà permeabile e trasparente, sollevato dal terreno in modo che la città possa entrare e l’edificio diventi un luogo di scambio e connessione con il quartiere. Al centro c’è un giardino con un grande albero sul quale si affacciano la palestra-auditorium, la sala prove, i laboratori.

Dal livello terra si alza la torre dei libri, una biblioteca che sale fino alla terrazza ed aperta a tutti. Oltre a libri cartacei e sistemi virtuali, qui si conserveranno i disegni, gli scritti e i ricordi degli alunni. Nell’idea di Renzo Piano, la palestra, il laboratorio-bottega, la biblioteca, la cucina dovranno essere aperti fino a tarda sera e anche nel weekend per favorire gli scambi e la nascita della solidarietà.
 
Al primo piano ci saranno le aule affacciate sul giardino interno. La scuola dovrà ospitare una classe per ogni fascia d’età dai 3 ai 14 anni, quindi i cicli della materna, delle elementari e delle medie. La condivisione di alcuni spazi tra grandi e piccoli favorirà un continuo scambio di esperienze. Le aule destinate ai bambini più piccoli dovranno essere luminose, spaziose e con compensati appesi dove attaccare di tutto e dovranno avere grandi vetrate sul giardino, una sorta di terrapieno fino alla quota del primo piano.
 
Il tetto, che non dovrà essere più alto di 12 metri, sarà il luogo dove il bambino coltiva il suo immaginario personale. Ci potranno essere l’orto e gli animali, laboratori di botanica, di scienze o di astronomia elementare ombreggiati da pergole, una macchina eliotermica che cattura l’energia solare, un osservatorio meteorologico in cui studiare le stagioni.

Gli edifici dovranno essere situati preferibilmente in periferia. Renzo Piano afferma infatti che "la città che funziona è quella in cui si dorme, si lavora, ci si diverte e soprattutto si va a scuola. Dico soprattutto perché mentre si può decidere di non visitare un museo, sui banchi di scuola ci devono passare tutti. Occuparsi di edifici scolastici è un rammendo che, ancora prima che edilizio, è sociale".
 

Sostenibilità nelle scuole del futuro

Secondo Renzo Piano, ogni scuola dovrà essere un presidio di sostenibilità, quindi costruita con leggerezza, con materiali che hanno la proprietà di rigenerarsi in natura. Per questo la scelta è caduta sul legno che, a detta di Piano, non è solo bello, sicuro, antisismico e profumato, ma garantisce la sostenibilità del progetto. Impiantando una giovane pianta per ogni metro cubo di legno impiegato, nel giro di 20 o 30 anni si ha di nuovo l’equivalente del legno usato.
 
Per il riscaldamento e raffrescamento si potrà usare la geotermia, mentre con i pannelli fotovoltaici si produrrà energia elettrica. Nell’atrio si potranno poi collocare dei contatori giganti che mostrino ai ragazzi quanta energia si consuma e quanta se ne produce.
 

I tempi per la realizzazione delle scuole innovative

La legge La Buona Scuola (Legge 107/2015) ha stanziato 300 milioni di euro per la realizzazione di scuole innovative. Le risorse sono state ripartite tra le Regioni in base alla popolazione e alla densità scolastica. I Comuni stanno segnalando alle regioni le aree su cui realizzare gli edifici scolastici.

In tutta Italia i giochi si chiuderanno il 15 ottobre 2015. Entro questa data, infatti, le Regioni dovranno comunicare al Miur da una a cinque proposte scelte tra quelle segnalate dai Comuni. Entro dicembre 2015 il ministero bandirà il concorso di idee tra professionisti, che dovranno proporre soluzioni progettuali da inserire nelle aree scelte. I vincitori potrebbero essere svelati entro aprile 2016.
 
I 300 milioni sono stati messi a disposizione dall’Inail e finanzieranno le spese per la costruzione di nuove scuole, mentre restano a carico degli enti locali le spese per le indagini preliminari, la progettazione, gli arredi, gli allestimenti e le attrezzature per la didattica, l’eventuale demolizione di fabbricati, la bonifica dell’area, la collocazione temporanea degli alunni durante i lavori. Gli immobili, quindi, resteranno di proprietà dell'Inail, che stipulerà contratti con il Miur e con gli enti fino all’ammortamento dell'investimento. Il Miur pagherà all'Inail il canone di affitto affinché il Comune, o la Provincia gestore, possa utilizzare il bene senza oneri.
 

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