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LAVORI PUBBLICI

Le scuole innovative avranno spazi didattici più flessibili e connessi

di Alessandra Marra

Nel Piano Nazionale Scuola Digitale 140 milioni per aule 'aumentate', spazi alternativi di apprendimento e laboratori mobili

Vedi Aggiornamento del 06/12/2018
30/10/2015 – Un miliardo di euro per l’innovazione digitale nelle scuole di cui 140 milioni per rendere gli ambienti (aule, biblioteche e zone comuni) più adatti allo sviluppo delle nuove tecnologie.
 
Questo lo stanziamento previsto dal Piano Nazionale Scuola Digitale, presentato martedì 27 ottobre 2015 dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini.
 
Nella stessa occasione il Ministro Giannini ha firmato con il Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, un Protocollo di intesa che impegna i due dicasteri a favorire l’accesso ad internet in banda ultra larga per le scuole.
 

Scuole digitali: il Piano nazionale

Il Piano, che è immediatamente operativo, mette a disposizione 600 milioni di euro per le infrastrutture scolastiche (come l’installazione della fibra e della banda ultra-larga in ogni scuola e il cablaggio degli spazi interni) e 400 milioni per lo sviluppo delle competenze digitali tra alunni e professori.
 
Sono quattro infatti gli ambiti principali di intervento:
1) Strumenti abilitanti: ovvero la parte infrastrutturale che riguarda tutte le azioni relative alla connettività, ai nuovi spazi e ambienti per la didattica e all’amministrazione digitale;
2) Competenze e contenuti per gli studenti: relativa alle nuove competenze digitali degli studenti;
3) Formazione del personale: parte che comprende la formazione delle risorse umane;
4) Accompagnamento: per assicurare che il Piano si concretizzi in un cambio di paradigma diffuso e condiviso a tutti i livelli, sia dentro che fuori dalla scuola.
 

Scuole innovative: spazi e ambienti per l’apprendimento

Il Piano stanzia 140 milioni di euro per la realizzazione di ambienti di studio più adeguati, “leggeri” e flessibili, che siano in grado di favorire l’apprendimento, anche grazie all’integrazione tecnologica.
 
In particolare il piano punta su tre azioni: aule “aumentate”, spazi alternativi e  laboratori mobili. Con la prima azione si vuole assicurare ad maggior numero di aule tradizionali le dotazioni per la fruizione, individuale e collettiva, del web e di contenuti, per un’integrazione quotidiana del digitale nella didattica e dell’apprendimento, grazie a collegamenti wired e wireless.
 
Si vogliono inoltre creare spazi alternativi per l’apprendimento, ovvero aule di maggiori dimensioni, con arredi e tecnologie per la fruizione individuale e collettiva, che permettono la rimodulazione continua degli spazi in coerenza con l’attività didattica prescelta e in grado di accogliere attività diversificate, per più classi, o gruppi di classi.
 
Infine si punta all’inserimento di laboratori mobili, dispositivi e strumenti mobili in carrelli e box a disposizione di tutta la scuola (per varie discipline, esperienze laboratoriali, scientifiche, umanistiche, linguistiche, digitali e non), in grado di trasformare un’aula tradizionale in uno spazio multimediale che può accelerare l’interazione tra persone.
 
Secondo il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e delle Ricerca (MIUR) le azioni previste dal Piano Digitale sono coerenti con le linee guida per l’edilizia scolastica del 2013 che evidenziavano la necessità di avere un numero sufficiente di ambienti, laboratori e biblioteche, abilitati alla didattica digitale. Inoltre il Piano è in linea con le numerose iniziative del Governo nel campo dell’edilizia scolastica, come il bando per la costruzione ex novo di “Scuole Innovative”.
 

Piano Scuola Digitale: i commenti

In occasione della presentazione del Piano il Ministro Giannini ha dichiarato: “Il Piano non è un semplice dispiegamento di tecnologia. Risponde alla necessità di costruire una visione di educazione nell’era digitale. Parlare solo di digitalizzazione, nonostante i nostri ritardi, non è più sufficiente. Si rischierebbe di concentrare i nostri sforzi sulla dimensione tecnologica invece che su quella culturale”.
 
Il Sottosegretario Antonello Giacomelli ha aggiunto: “Il Piano banda ultra-larga prevede che le scuole italiane abbiano la priorità e siano tutte collegate con la fibra ad almeno 100 mbps entro il 2020. I primi 2,2 miliardi sono già stati sbloccati e l'accordo con le Regioni a cui stiamo lavorando consentirà di raggiungere i 4,5 miliardi. Grazie al Protocollo Mise-Miur si potranno incrociare i dati e anticipare i tempi”.
 
“Il Piano per la scuola digitale è un bel progetto, e lo è per due motivi. Perché è un progetto ben fatto, articolato e pensato secondo una logica che non è solo quella di dispiegare tecnologia dentro la scuola ma di fornire un inquadramento e una direzione, e perché un piano come questo si inserisce perfettamente nella più ampia visione di un’Italia digitale, competitiva e creativa, che è l’obiettivo della strategia del Governo” - ha dichiarato Paolo Barberis, Consigliere per l'innovazione del Presidente del Consiglio.
 
Il Ministro Giannini ha poi firmato con Elio Catania, Presidente di Confindustria Digitale, un Protocollo di collaborazione per l’attuazione del Piano. “Oggi - ha sottolineato Catania - è davvero un bel giorno per l’Italia. Dall’implementazione di questo Piano dipende in larga misura il futuro del Paese. La formazione digitale di studenti e insegnanti, infatti, è forse la tessera più importante del grande mosaico su cui si sta articolando la trasformazione competitiva della nostra economia”.
 
“Nessun lavoro, nessuna azienda, nessuna amministrazione pubblica potrà prescindere dall’innovazione digitale. Declinato nel manifatturiero, nei servizi, nell’artigianato, il digitale è candidato a diventare la prima fonte di crescita e occupazione. Da questa consapevolezza nasce il Protocollo d’intesa con il Miur in cui Confindustria Digitale è impegnata a offrire il massimo sostegno all’attuazione del Piano, mettendo a disposizione la propria capacità di mobilitare risorse e competenze delle aziende associate” - ha concluso Catania.

 
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