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NORMATIVA

Authority Anticorruzione: stop alle gare d’appalto senza copertura finanziaria

di Paola Mammarella

I pagamenti alle imprese non possono essere subordinati a finanziamenti futuri e non ancora spendibili

08/10/2015 – Le gare d’appalto non possono essere bandite se le risorse economiche non sono ancora disponibili. Lo ha affermato l’Anac con un comunicato diffuso nei giorni scorsi.
 
Nel mirino dell’Autorità anticorruzione c’è la circostanza che in diversi bandi di gara relativi all’affidamento di lavori pubblici viene inserita una clausola che subordina i pagamenti dovuti all’impresa esecutrice all’ottenimento di finanziamenti da parte di soggetti terzi, come nel caso dei finanziamenti europei, ma anche di risorse che la Stazione Appaltante non ha ancora a disposizione in termini di cassa.
 
L’Anac ha ricordato che, in base agli articoli 81 e 97 della Costituzione, i provvedimenti comportanti una spesa possono essere adottati soltanto in presenza di idonea copertura finanziaria. Sulla stessa lunghezza d’onda, il D.lgs. 267/2000 prevede che gli enti locali possono effettuare spese solo se sussiste l'impegno contabile registrato sul competente programma del bilancio di previsione e l'attestazione della copertura finanziaria.
 
La Stazione Appaltante deve quindi verificare prima la sostenibilità finanziaria degli interventi che intende realizzare, anche in considerazione dei limiti posti dal patto di stabilità.
 
I termini e le modalità di pagamento contenuti nel bando devono essere conformi alla D.lgs 231/2002 contro i ritardi nei pagamenti, in base al quale le fatture vanno saldate entro 30 o 60 giorni, e non possono essere previste deroghe giustificate dal rispetto del patto di stabilità.
 
In via del tutto eccezionale, il bando può indicare specifiche condizioni oggettive che impediscono alla stazione appaltante di rispettare le condizioni di pagamento imposte dalle norme. Queste non devono però essere imputabili alla violazione del dovere generale che grava sulle amministrazioni pubbliche di verificare la compatibilità del programma dei pagamenti con i relativi stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica.
 
La stretta dell’Anac sui tempi di pagamento è giustificata anche da motivi concorrenziali. Come si legge nel comunicato, la previsione di termini e modalità di pagamento incerti, in quanto legati a finanziamenti ottenuti ma non ancora erogati, oltre a non poter garantire la tassatività dei termini di pagamento prescritta dal diritto comunitario e nazionale, scoraggia la partecipazione dei privati, alterando le condizioni di concorrenza sul mercato.
 
© Riproduzione riservata

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