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NORMATIVA

Consumo di suolo, la nuova legge punta tutto sulla riqualificazione dell’esistente

di Paola Mammarella
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Stop alle nuove edificazioni salvo quelle già autorizzate, previsto un piano per il recupero delle periferie e il censimento degli immobili inutilizzati

Vedi Aggiornamento del 28/03/2017
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28/10/2015 – Rigenerazione e riuso del patrimonio edilizio esistente, un piano per le periferie, lotta all’abusivismo edilizio, freno alle nuove costruzioni, facendo salvi i permessi già rilasciati.
 
Sono queste le maggiori novità contenute nel disegno di legge sul consumo di suolo licenziato dalle Commissioni Ambiente e Agricoltura della Camera e pronto per l’Aula.
 

Consumo di suolo, le nuove regole

Dall’entrata in vigore della legge sul consumo di suolo e fino all’adozione di un decreto ad hoc da parte del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, per un periodo che comunque non potrà essere superiore a tre anni, il consumo di suolo sarà possibile solo per i lavori e le opere inseriti negli strumenti di programmazione delle amministrazioni aggiudicatrici e per le opere della Legge obiettivo considerate prioritarie.
 
Successivamente, non potrà essere superiore al 50% della media di consumo di suolo di ciascuna Regione nei cinque anni antecedenti.
 
Per evitare contenziosi sono fatti salvi i procedimenti in corso. Ciò significa che chi ha ottenuto un titolo abilitativo prima dell’entrata in vigore della nuova legge potrà costruire sul suolo inedificato.
 

Il ruolo degli oneri di urbanizzazione per evitare il consumo di suolo

I proventi derivanti dal pagamento degli oneri di urbanizzazione o dalle sanzioni per gli interventi eseguiti in difformità dal titolo abilitativo dovranno essere utilizzati esclusivamente per la riqualificazione.
 
Fino ad ora, la Legge 244/2007 ha consentito ai Comuni di destinare il 50% di queste risorse al pagamento delle spese correnti. Con la nuova norma i fondi saranno dirottati interamente su opere di urbanizzazione primaria e secondaria, risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici, interventi di riuso e di rigenerazione, demolizione di costruzioni abusive, realizzazione di aree verdi, interventi di tutela e riqualificazione dell'ambiente e del paesaggio, prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e sismico, tutela e riqualificazione del patrimonio rurale pubblico, interventi per favorire l'insediamento di attività di agricoltura in ambito urbano attuati dai soggetti pubblici.
 

Riqualificazione delle periferie

Entro nove mesi dall’entrata in vigore della legge sul consumo di suolo, il Governo adotterà uno o più decreti legislativi contenenti procedure semplificate per la rigenerazione della aree urbane periferiche degradate da un punto di vista urbanistico, socioeconomico e ambientale. I processi di riqualificazione punteranno sul riuso di edifici e spazi pubblici attraverso la demolizione e ricostruzione e la sostituzione degli immobili esistenti, cui seguirà la creazione di aree verdi e piste ciclabili. 
 
I progetti dovranno essere basati su standard elevati di qualità ambientale attraverso l'indicazione di precisi obiettivi prestazionali degli edifici. Sarà assicurata la qualità architettonica degli interventi attraverso il ricorso a bandi e concorsi rivolti agli architetti.

Dalle semplificazioni saranno esclusi i centri storici e le aree sottoposte a vincolo paesaggistico, a meno che non ci sia una specifica autorizzazione della Soprintendenza. 

Ricordiamo che nei giorni scorsi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando da 194 milioni di euro per la riqualificazione delle periferie degradate; i Comuni potranno presentare i progetti entro il 30 novembre.
 

Censimento degli immobili

Le Regioni regoleranno la redazione di un censimento comunale degli edifici sfitti, non utilizzati o abbandonati esistenti, in cui si dovranno indicare caratteristiche e dimensioni degli immobili. L’obiettivo è quello di creare una banca dati attraverso la quale i Comuni possano verificare se le previsioni urbanistiche che comportano consumo di suolo inedificato possano invece essere soddisfatte con gli immobili individuati.
 

I commenti di progettisti e costruttori

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) si è detto soddisfatto dal testo approvato dalle Commissioni. Il presidente Leopoldo Freyrie ha affermato che “questo ddl e la Riforma costituzionale appena votata dal Senato che, come auspicato dagli architetti italiani, attribuisce la materia relativa al governo del territorio alla competenza esclusiva dello Stato, ci fanno ben sperare che si possa procedere all’approvazione di una legge nazionale sul governo del territorio che sia veramente innovativa e che punti alla rigenerazione urbana sostenibile”. “Ora - ha concluso Freyrie - ci aspettiamo un iter di approvazione rapido per porre le basi di una sana politica ambientale che finalmente valorizzi le potenzialità della rigenerazione urbana, anche dal punto di vista dello sviluppo, e che salvaguardi veramente i paesaggi italiani”.

Secondo il presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili (ANCE), Claudio De Albertis, le imprese sono consapevoli che è necessario agire sul costruito. Il provvedimento però dovrebbe avere più coraggio e prevedere strumenti operativi che consentano di realizzare interventi di vera rigenerazione urbana. Secondo De Albertis sono necessarie leve fiscali che promuovano la sostituzione edilizia e l'efficientamento energetico. Dato che si assiste a una forte volontà delle famiglie di tornare a vivere nelle città costruite, "è interesse primario delle imprese intercettare questi flussi di domanda".

Patrizia Lotti, presidente di OICE, ha affermato che per realizzare gli interventi previsti dalla norma servono competenze multidisciplinari e organizzate, quindi il ruolo dell'ingegneria deve essere centrale. Questo, secondo il presidente Lotti, vale ancora di più per il piano periferie in cui si dovranno applicare standard di elevata qualità ambientale. "E' importante assicurare - ha dichiarato Lotti dopo aver espresso apprezzamento per la previsione di attuare il piano attraverso i concorsi di progettazione - che il vincitore del concorso sia un soggetto in grado di sviluppare il progetto anche attraverso sinergie con altre professionalità e strutture. Per quanto ci riguarda, garantiamo che le nostre società saranno pronte a raccogliere le sfide progettuali che saranno lanciate sul territorio".
 
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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I have been so beeei

I have been so beeeidwrld in the past but now it all makes sense!


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