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NORMATIVA

Immobili invenduti, sulla Tasi decideranno i Comuni

di Paola Mammarella

Legge di Stabilità 2016: aliquota ridotta allo 0,1% con possibilità per i Comuni di azzerarla o aumentarla fino allo 0,25%

Vedi Aggiornamento del 24/08/2018
20/10/2015 – Potrebbe essere abolita la Tassa sui servizi indivisibili (Tasi) sugli immobili invenduti delle imprese di costruzione. A prevederlo è la bozza di Legge di Stabilità per il 2016 approvata la scorsa settimana in Consiglio dei Ministri.
 
In base al testo della norma, deve pagare la Tasi chi possiede o detiene immobili o aree edificabili. Sono invece esenti i terreni agricoli e l’abitazione principale.
 
La bozza interviene sulla spinosa questione degli immobili invenduti, che spesso pesano sulle casse delle imprese di costruzione aggravando la situazione di crisi perché, pur non producendo reddito, devono pagare le tasse sulla casa.
 
Nel testo si legge infatti che per i fabbricati costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice, fino a che non siano venduti o locati, l’aliquota della Tasi è ridotta allo 0,1%. I Comuni possono inoltre modificare l’aliquota in aumento fino allo 0,25% o in diminuzione fino ad azzerarla.
 
I contenuti della legge seguono gli annunci del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sulla cancellazione di Imu e Tasi senza ripercussioni sulle seconde case.
 
Ricordiamo che la Tasi è una delle componenti della IUC, Imposta unica comunale. Deve essere pagata sia dal possessore sia dall’utilizzatore dell’immobile, quindi anche dagli inquilini. Oltre alla Tasi, la IUC comprende la Tari, Tributo per la raccolta dei rifiuti, e l’Imu, Imposta municipale propria. La Tari deve essere pagata da chi possiede o detiene locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani, a prescindere dall’uso cui sono adibiti. L’Imu grava sugli immobili diversi dall’abitazione principale.
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