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NORMATIVA

Ok del Senato alla riforma costituzionale, Architetti: ora la nuova legge urbanistica

di Paola Mammarella

Freyrie: con l'attribuzione allo Stato della competenza esclusiva sul governo del territorio diventa possibile il varo di una norma unitaria

Vedi Aggiornamento del 28/09/2016
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15/10/2015 – Gli architetti chiedono una nuova legge nazionale sul governo del territorio. Una possibilità che, dopo l’approvazione in Senato del disegno di legge di riforma costituzionale, potrebbe avere più chance di riuscita.
 
Il ddl fa infatti rientrare nella competenza esclusiva dello Stato una serie di materie in cui fino ad ora hanno avuto voce in capitolo anche le Regioni. Si tratta dell’urbanistica, delle infrastrutture strategiche , della Protezione civile e della tutela dell’ambiente.
 

In cosa consiste la riforma costituzionale

Per quanto riguarda il settore costruzioni, il ddl prevede che lo Stato abbia competenza esclusiva sulle infrastrutture strategiche di interesse nazionale, a prescindere dalla loro dimensione.
 
Tutela dell’ambiente, Protezione Civile e norme generali sul governo del territorio passeranno allo Stato, mentre alle Regioni rimarrà la pianificazione.         
 
In questo modo dovrebbe diventare più semplice la realizzazione delle opere perché eventuali contenziosi sulle competenze verrebbero evitati alla radice. Allo stesso tempo, si eliminerebbero gli scontri tra Governo e Regioni sulla possibilità di intervenire in determinati ambiti, soprattutto per il governo del territorio.
 

Architetti: ora una legge nazionale sul governo del territorio

Ora che viene definitivamente attribuita alla competenza esclusiva dello Stato la materia relativa al governo del territorio sarà finalmente possibile procedere all’approvazione di una legge nazionale sul governo del territorio che sia veramente innovativa e che punti alla rigenerazione urbana sostenibile”.
 
Si è espresso così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC).
 
Secondo Freyrie, avere un’unica legge sarà utile non solo al processo di semplificazione, ma anche per avere una comune disciplina nazionale in grado di regolare con certezza vincoli, perequazioni, compensazioni, regimi dei diritti edificabili, negoziazione urbanistica.
 
Ricordiamo che nel 2014 c’è stato un tentativo di riscrivere la legge urbanistica risalente al 1942. Il processo si è però arenato col cambio di Governo.
 

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