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NORMATIVA

Periferie degradate: in arrivo il bando

di Alessandra Marra

194 milioni di euro per la riqualificazione ambientale e il 'rammendo urbano'. I Comuni potranno partecipare con il progetto preliminare

Vedi Aggiornamento del 27/02/2018
02/10/2015 – La Conferenza Unificata di ieri ha approvato il bando per le periferie degradate, con qualche novità: le risorse stanziate ammontano a 194 milioni di euro e per la partecipazione non sarà necessario un progetto definitivo ma basterà quello preliminare.
 

Periferie degradate: le novità sancite dalla Conferenza Unificata

La dotazione del Fondo per il Piano Nazionale per la riqualificazione delle aree degradate passa dai 200.000.000 proposti a 194.138.500 euro definitivi, ovvero a 44.138.500 euro per il 2015 e 75.000.000 sia per il 2016 che per il 2017.
 
Rispetto all’ipotesi iniziale, che prevedeva la necessità di partecipare almeno con un progetto definitivo, i Comuni potranno partecipare, per interventi di riqualificazione urbanistica e infrastrutturale, anche con un progetto preliminare. Tuttavia saranno premiati, a livello di punteggio, i progetti con uno stato avanzato di progettazione.
 
Infine potranno presentare domanda di partecipazione sia i singoli Comuni che aggregazioni temporanee di Comuni confinanti che abbiano nel loro territorio la presenza di aree degradate.
 

Aree degradate: ambiti di intervento e oggetto dei progetti 

Il bando definisce chiaramente cosa s’intende per “area urbana degradata” attraverso una sintesi di due indici: indice di disagio sociale e indice di disagio edilizio.
 
L’indice di “disagio sociale”, che dovrà risultare superiore alla media nazionale, è definito da quattro fattori, ovvero tasso di disoccupazione, tasso di occupazione, tasso di concentrazione giovanile, tasso di scolarizzazione. 
 
L’indice di “disagio edilizio”, compara lo stato di conservazione degli edifici dell’area urbana degradata (edifici in pessimo o mediocre stato di conservazione) con il valore medio nazionale attraverso una specifica formula.
 
I progetti devono essere diretti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, alla riqualificazione ambientale e al miglioramento della qualità del decoro urbano; perciò dovranno essere indicati gli obiettivi che si vogliono raggiungere senza però consumare ulteriore suolo.
 
Inoltre bisognerà illustrare le modalità di realizzazione del progetto sotto il profilo tecnico, metodologico, organizzativo e logistico. Il progetto dovrà anche contenere un programma economico  finanziario, completo di eventuali contributi di privati o di fondi comunitari.
 

Bando periferie: criteri di selezione

I progetti saranno valutati in base a quattro criteri fondamentali:
- riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale (max 30 punti);
- miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante interventi ristrutturazione edilizia (max 30 punti);
- tempestiva esecutività degli interventi (max 15 punti);
- capacità di coinvolgimento di soggetti e finanziamento pubblici e privati e attivazione di un effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico nei confronti degli investimenti privati (max 25 punti).

I progetti ritenuti ammissibili al finanziamento saranno inseriti in un elenco decrescente in base al punteggio ottenuto e a parità di punteggio sarà data priorità agli interventi presentati da un’aggregazione di comuni e a quelli che costituiscono lotti o parti di interventi già avviati.
 

Piano periferie: presentazione delle domande

La presentazione del progetto dovrà essere formulata tramite specifica “Domanda d’inserimento nel Piano Nazionale” e dovrà essere spedita tramite PEC entro il 30 novembre 2015.
 
Dopo aver selezionato i progetti, si procederà alla stipula delle convenzioni o accordi di programma, tra Stato e Comuni promotori dei progetti, in cui si definiranno i tempi di attuazione degli interventi e i criteri per la revoca dei finanziamenti in caso di inerzia realizzativa.
 
Per ciascun progetto il finanziamento a carico del Fondo non potrà essere inferiore a 100 mila euro e non potrà superare l’importo massimo di 2 milioni di euro

 
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