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NORMATIVA

Permesso di costruire, il Comune può annullarlo senza notifica al confinante

di Paola Mammarella

CdS: non è necessario avvisare il proprietario che ha segnalato la presenza di irregolarità e che potrebbe essere danneggiato dagli interventi

Vedi Aggiornamento del 18/02/2020
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07/10/2015 – L’atto di annullamento del permesso di costruire non deve necessariamente essere notificato al confinante che ha segnalato alle autorità la presenza di un abuso edilizio.
 
Lo ha chiarito il Consiglio di Stato che, con la sentenza 4582/2015, ha spiegato che la notifica va inviata solo al controinteressato, ma soprattutto quali requisiti sia necessario possedere per essere considerato controinteressato.
 
Nel caso esaminato, un soggetto aveva ottenuto il permesso di costruire in sanatoria. Il proprietario confinante aveva però segnalato delle irregolarità e il Comune aveva annullato il permesso in autotutela. Il responsabile dell’abuso aveva quindi obiettato che il Comune non avrebbe potuto annullare il permesso di costruire senza notificarlo al confinante.
 
La tesi del responsabile dell’abuso è stata però bocciata sia dal Tar sia dal Consiglio di Stato ed è stato quindi confermato l’annullamento del titolo abilitativo.
 
I giudici hanno spiegato che la qualifica di controinteressato richiede un requisito formale, cioè l’indicazione del nominativo nel provvedimento amministrativo, e un requisito sostanziale, costituito dalla presenza di un interesse a mantenere la situazione indicata nel provvedimento amministrativo, in questo caso l’annullamento del permesso di costruire. Ciò significa che il controinteressato è chi riceve dal provvedimento un vantaggio diretto e immediato e un ampliamento della propria sfera giuridica.
 
Al contrario, l’autore di un esposto o di una segnalazione all’Amministrazione non assume necessariamente la veste di controinteressato. Si tratta piuttosto di un soggetto che agisce per evitare una lesione del suo diritto di proprietà. L’annullamento adottato nell’esercizio del potere di autotutela è un provvedimento emesso per il raggiungimento di finalità di pubblico interesse, rispetto alle quali vanno considerati estranei i soggetti autori di esposti o di segnalazioni.
 
Sulla base di queste considerazioni, il CdS ha confermato l’annullamento del titolo abilitativo e ha imposto al responsabile di rimuovere gli abusi commessi.
 

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