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Superbonus 110%, ecco il Decreto Requisiti Tecnici
NORMATIVA Superbonus 110%, ecco il Decreto Requisiti Tecnici
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Riforma Appalti, Freyrie: ‘finalmente accolte le proposte degli architetti’

di Paola Mammarella

Concorsi di progettazione, stop al massimo ribasso per i servizi tecnici e all’incentivo del 2% per i dipendenti pubblici nel testo che inizia l’iter alla Camera

Vedi Aggiornamento del 02/02/2016
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14/10/2015 – Opere pubbliche di qualità grazie a una maggiore attenzione alla progettazione e al superamento delle gare aggiudicate con il massimo ribasso. Il Consiglio nazionale degli architetti (CNAPPC) ha espresso soddisfazione per i contenuti del disegno di legge delega per la riforma del Codice Appalti, che dopo l’ok delle Commissioni della Camera ha iniziato il suo iter in Aula.
 
“Finalmente una svolta della normativa che regola i lavori pubblici - ha commentato il presidente del Cnappc, Leopoldo Freyrie – e un segnale fortissimo per il nostro Paese che può finalmente sperare di avere buone  architetture pubbliche ed assicurare ai cittadini italiani opere utili e belle”.
 

Progettazione di qualità nel nuovo Codice Appalti

I servizi di ingegneria e architettura e tutti i servizi di natura tecnica non potranno più essere affidati basandosi solo sul criterio del prezzo o del costo, ma su quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa per assicurare più attenzione alla qualità dei progetti. La fase progettuale e la qualità architettonica saranno valorizzate con l’introduzione dei concorsi di progettazione. Le gare non potranno essere bandite solo sulla base del progetto preliminare. I progetti dovranno essere pubblicati online per garantire la ponderazione delle offerte. Sarà incoraggiato inoltre l'uso del BIM, Building Information Modeling) per la simulazione elettronica delle informazioni edilizie.
 
Scomparirà inoltre l’incentivo del 2% per i progettisti dipendenti pubblici. Le risorse saranno destinate ad attività di programmazione e controllo.
 
Gli appalti integrati saranno limitati ai casi in cui l’oggetto dell’appalto o della concessione dei lavori sia costituito per più del 70% da opere caratterizzate da un notevole contenuto innovativo o tecnologico.

Saranno ammesse deroghe alle procedure ordinarie solo in casi di emergenza e dovranno essere dettate delle linee guida per gli appalti legati ad esigenze di Protezione civile.

Viene ammorbidito il divieto di affidamenti in house inizialmente previsto. Negli appalti sopra i 150 mila euro, l'80% dei lavori dovrà essere affidato con gara e il 20% potrà andare alle società partecipate.
 
“È fondamentale – ha affermato Freyrie - che siano state recepite nel testo licenziato dalla Commissione e ora in discussione in Aula, tutta una serie di proposte degli architetti italiani che da tempo si battono per riportare i lavori pubblici al rispetto di quei principi di semplificazione, legalità e certezza nella esecuzione fino ad oggi perduti, spesso a causa di norme sbagliate. Tra le più rilevanti il principio che le gare vengono aggiudicate sulla base di criteri di qualità del progetto con il superamento del principio massimo ribasso; fondamentale anche  l’introduzione del débat public volto a rendere tutti i cittadini partecipi di un’opera pubblica; e, ancora, il trasferimento dell'incentivo del 2 per cento per i dipendenti della pubblica amministrazione dalla progettazione alla fase di programmazione e predisposizione delle gare ed a quella di controllo, con la previsione di sanzioni in caso di non controllo e inadempimenti”.
 
Secondo Freyrie, “riconoscere la centralità del progetto significa riaffermare la qualità dell’architettura, che rappresenta l’unica arma contro la cattiva sorte delle opere pubbliche, il malaffare, la mafia, che sugli appalti pubblici ha costruito le fondamenta della sua economia, per avere, finalmente, buone architetture pubbliche, realizzate bene e al giusto costo e che rispondono concretamente ai bisogni dei cittadini”.
 

Le date del nuovo Codice Appalti, dubbi sul regolamento soft

Entro il 18 aprile 2016 dovrà essere approvato il decreto legislativo per il recepimento delle direttive 2014/23/Ue sui contratti di concessione, 2014/24/Ue sugli appalti pubblici (che abroga la direttiva 2004/18/CE) e 2014/25/Ue sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali (che abroga la direttiva 2004/17/CE). Il decreto abrogherà le parti del vecchio Codice Appalti (D.lgs. 163/2006) in contrasto con le direttive europee e introdurrà disposizioni di coordinamento. 
 
Il nuovo Codice Appalti vero e proprio sarà invece approvato entro il 31 luglio 2016. Al suo interno ci saranno i contenuti del decreto di recepimento delle direttive più le eventuali disposizioni correttive.
 
Se per questi due step sono date scadenze precise, la Commissione Affari Costituzionali della Camera ha sottolineato che non ci sono indicazioni per il nuovo regolamento. Si tratta delle linee guida si soft law che dovranno essere predisposte da Anac e Ministero delle infrastrutture, per le quali non è stata specificata né la forma legislativa né una data di riferimento.

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