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PROFESSIONE

Accesso agli Albi: per geometri, periti e agrotecnici basta il diploma

di Alessandra Marra

Miur: ‘per l’abilitazione i nuovi diplomi sono equipollenti ai vecchi’. Periti: ‘c’è il rischio che spunti l’obbligo di laurea triennale’

Vedi Aggiornamento del 26/10/2016
02/10/2015 – I nuovi diplomati degli istituti tecnici possono accedere senza problemi agli esami di Stato per l’esercizio della professione di geometra, perito industriale, perito agrario e agrotecnico.
 
A stabilirlo il Ministero dell’istruzione, dell’università e delle ricerca (MIUR) che con parere dell’Ufficio Legislativo rende nota l’equipollenza dei “nuovi diplomi Gelmini" con quelli del previgente ordinamento.
 

Accesso alle professioni: la questione

Recentemente, a seguito di una circolare del Miur, si era aperto un dibattito circa la validità ed efficacia dei diplomi rilasciati a seguito degli esami di stato conclusivi dei nuovi percorsi ( istituiti con il DPR 88/2010) ai fini della partecipazione agli esami abilitanti alle professioni di Geometri, Periti agrari, Periti industriali e Agrotecnici.
 
Secondo alcuni organi di stampa, i nuovi diplomi non sono equipollenti a quelli del vecchio ordinamento ai fini dell’accesso agli esami di abilitazione all’esercizio delle professioni, con la conseguenza che per accedere alla professione sarebbe necessaria almeno una laurea triennale. Altri invece, tra cui il Presidente Nazionale Geometri e Geometri Laureati (CNGeGL) Maurizio Savoncelli, ritenevano che i nuovi diplomi fossero equipollenti a quelli del vecchio ordinamento ai fini dell’abilitazione.  
 
L’ufficio legislativo del Miur ha espresso parere favorevole circa l’equipollenza dei nuovi diplomi. Nella nota infatti si legge che “l’equipollenza è sostenibile alla luce dell’art. 55 del DPR 328/2001 che riconosce la possibilità di accesso agli esami abilitanti alle citate professioni ai soggetti in possesso di idoneo diploma di istruzione superiore, nonché ai soggetti che, privi di detti specifici diplomi di istruzione, abbiano conseguito la specifica laurea (comprensiva di un tirocinio di sei mesi)”.
 
Il Miur però specifica che “per venire incontro alle esigenze degli Ordini e dei Collegi e per tutelare il valore e la qualità dell’iscrizione ai relativi Albi, richiederà uno specifico parere al Ministero della Giustizia, quale organo vigilante sui Collegi professionali, in merito all’opportunità di prescrivere l’obbligo del titolo di studio della laurea (almeno triennale) per l’esercizio della professione". 

Nel dibattito sull'accesso dei geometri alla professione si inserisce la proposta, avanazata dal CNGeGL, di isituire un nuovo corso di studi per la formazione del "geometra laureato"ovvero di una nuova laurea triennale che si svolgerà all’interno degli istituti superiori per geometri; la proposta è attualmente in fase di valutazione da parte del Miur. 
 

Accesso all’abilitazione: il commento dei Geometri e dei Periti industriali

Il Presidente Nazionale CNGeGL Maurizio Savoncelli, ha commentato con grande soddisfazione il parere del MIUR; ha infatti dichiarato: “Si conferma, come da noi sostenuto, l’equipollenza dei diplomi CAT a quelli del previgente ordinamento (diploma rilasciato dall’ITG). Finalmente, ora possiamo preoccuparci solo delle migliaia di ragazzi che ambiscono a completare il percorso di formazione e all’accesso all’esame di abilitazione per la professione”.
 
Per il Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati invece il "presunto chiarimento da parte dell'ufficio legislativo del Miur in materia di accesso agli esami abilitanti alle professione di perito industriale, non contiene elementi giuridicamente risolutivi per considerare i 'nuovi diplomi Gelmini' validi per l'iscrizione agli Albi professionali". Secondo i Periti "lo stesso dicastero pensa bene di liquidare la questione rinviando il tutto al ministero della Giustizia che, come è noto, è il ministero vigilante per le professioni, ma non competente in materia di istruzione tecnica".

I periti industriali, perciò, ritengono che il Miur offra "pochissimi spunti di chiarimento, come invece trionfalmente e strumentalmente sottolineano altre professioni, che forse non hanno a cuore l'interesse dei giovani aspiranti alla professione. Se così fosse, invece, ci si preoccuperebbe di quale preparazione potrà mai garantire una formazione tecnica che ha perso la propria specificità, non solo nella forma (genericamente definita istruzione tecnica) ma anche nella sostanza".
 
 
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Altri commenti
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Gianni

Ma dove sta la vittoria!! State squalificando una generazione di professionisti...ci vuole la laurea almeno triennali altrimenti l'estinzione di geometri e periti, ma i dirigenti del CNG ecc..non lo capiscono! T anto tra un po vanno in pensione lasciando nella merda i giovani.


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