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NORMATIVA Subappalto, i giudici italiani si allineano all’UE: no al limite del 30%-40%
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Partite Iva, le richieste dei professionisti per il Jobs Act degli autonomi

di Paola Mammarella

Confprofessioni: estendere le tutele previste per i dipendenti e correggere l’attività delle Regioni che blocca l’accesso ai fondi Ue

Vedi Aggiornamento del 27/01/2016
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29/10/2015 – Maggiori tutele per professionisti e lavoratori autonomi, accesso semplificato al welfare e al mercato degli appalti e agevolazioni fiscali. Sono questi i contenuti che dovrebbero confluire nel Jobs Act degli autonomi, al vaglio del Ministero del Lavoro secondo le linee guida individuate dal Governo, che ha aperto alle richieste dei professionisti.

A queste misure, che dovrebbero sommarsi ai contenuti previsti con il disegno di Legge di Stabilità per il 2016, si aggiungono le richieste avanzate in Commissione Lavoro della Camera da Confprofessioni, che da tempo lamenta l'esclusione dei professionisti dai fondi strutturali europei.
 

Jobs Act degli autonomi, le richieste dei professionisti

Tra le richieste avanzate dai professionisti spiccano una serie di misure. Alcune, come la possibilità di dedurre al 100% dalla propria dichiarazione dei redditi le spese per la formazione e l’aggiornamento professionale, mirano a tagliare i costi che gravano sui professionisti.
 
Altre proposte vogliono invece ottenere un maggiore grado di tutela. È il caso della possibilità di mettere in mora i committenti che non pagano la parcella, ma anche la richiesta di nuove regole sulla maternità e il congedo parentale, ora riconosciute solo ai lavoratori dipendenti.
 
È stato inoltre chiesto di adattare i contenuti dei bandi ai requisiti posseduti da professionisti e lavoratori autonomi, in modo da facilitare il loro accesso al mercato degli appalti.
 

Confprofessioni: accesso al welfare e ai fondi europei

Scendendo nel dettaglio, il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, intervenuto in Commissione Lavoro della Camera, dove sono in corso le audizioni sulle iniziative riguardanti i prestatori di lavoro autonomo e professionale, ha ricordato che secondo gli ultimi dati Istat i lavoratori autonomi sono circa 5,5 milioni su un totale di 22 milioni di occupati ed è quindi giusto prevedere misure a loro favore.
 
Gaetano Stella ha proposto di estendere ai titolari di Partita Iva le forme di tutela che il sistema mutualistico della bilateralità di settore già offre ai titolari e ai dipendenti degli studi professionali.
 
Il presidente di Confprofessioni ha inoltre bollato come “discriminazione” le difficoltà burocratiche che bloccano l'accesso dei professionisti ai fondi strutturali europei. Per questo ha chiesto al Governo di correggere l’attività delle Regioni in sede di applicazione dei Fondi strutturali.
 
Ricordiamo che già in passato Confprofessioni ha affermato di essere sullo stesso piano delle imprese per l’accesso ai Fondi Cosme e Horizon e ha lamentato il rischio di esclusione da questa opportunità per le formulazioni dei bandi messi a punto dalle Regioni.

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