Società di ingegneria, per lavorare con i privati dovranno stipulare una polizza professionale
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Società di ingegneria, per lavorare con i privati dovranno stipulare una polizza professionale
Legge Concorrenza: si dovrà garantire che le attività saranno svolte da professionisti iscritti all’Albo
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del 01/04/2019
07/10/2015 - Le società di ingegneria che intendono operare nel mercato privato devono stipulare una polizza professionale e garantire che le attività verranno svolte da un professionista iscritto all’Albo.
Lo prevede il ddl Concorrenza, approvato oggi dalla Camera, che ha riacceso la polemica tra professionisti e società di ingegneria. Il nodo della questione è sempre la possibilità di assumere commesse da privati.
Per consentire la massima trasparenza, l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) pubblicherà sul proprio sito internet l’elenco delle società che rispettano tutti questi requisiti.
A metà settembre le Commissioni Finanze e Attività Produttive avevano subordinato la validità dei contratti già stipulati all’iscrizione della società all’Albo professionale entro sei mesi. La soluzione aveva lasciato scontenta l’Oice, Associazione che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica. A detta del presidente, Patrizia Lotti, la disposizione introduceva vincoli che rischiavano di fare fuggire dal nostro paese le grandi società di ingegneria e di scongiurare ogni possibile forma di investimento dall'estero.
L'Oice ha invece apprezzato la nuova soluzione, considerata un equilibrato punto di compromesso. "Che nessuno parli di condono - ha affermato Patrizia Lotti - è stato sventato il tentativo dei rappresentanti delle professioni tecniche che hanno manipolato una norma con tutt'altre finalità per logiche corporative e mettere le mani su un settore imprenditoriale come il nostro che traina il mercato pubblico e privato dell'ingegneria e dell'architettura in Italia e all'estero, dando lavoro a tanti professionisti, già regolarmente iscritti all'Albo, e contribuendo al bilancio di Inarcassa".
Leopoldo Freyrie, Consigliere della Rete e Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, ha fatto quindi appello ad un intervento del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando.
Contrarietà è stata espressa anche dall'Onorevole Pd Serena Pellegrino che, durante la discussione, ha sottolineato come le società di ingegneria debbano iscriversi agli Albi per essere sottoposte alle stesse regole deontologiche dei liberi professionisti. Requisito che non sarebbe garantito dal registro tenuto dall'Anac.
Lo prevede il ddl Concorrenza, approvato oggi dalla Camera, che ha riacceso la polemica tra professionisti e società di ingegneria. Il nodo della questione è sempre la possibilità di assumere commesse da privati.
Società di ingegneria e nuovi contratti con i privati
A partire dall’entrata in vigore della Legge sulla Concorrenza, per poter stipulare contratti con i privati, le società di ingegneria dovranno stipulare un’assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile connessa allo svolgimento delle attività professionali. Ma non solo, perché le società dovranno garantire che le attività siano svolte da professionisti iscritti all’Albo, di cui sarà obbligatorio indicare il nominativo.Per consentire la massima trasparenza, l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) pubblicherà sul proprio sito internet l’elenco delle società che rispettano tutti questi requisiti.
Società di ingegneria e contratti già stipulati con i privati
La legge, inoltre, stabilisce una volta per tutte la validità dei contratti stipulati a partire dall'11 agosto 1997, data di entrata in vigore della Legge 266/1997, che ha creato un vuoto legislativo e una situazione di incertezza sulle operazioni concesse alle società di ingegneria.A metà settembre le Commissioni Finanze e Attività Produttive avevano subordinato la validità dei contratti già stipulati all’iscrizione della società all’Albo professionale entro sei mesi. La soluzione aveva lasciato scontenta l’Oice, Associazione che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica. A detta del presidente, Patrizia Lotti, la disposizione introduceva vincoli che rischiavano di fare fuggire dal nostro paese le grandi società di ingegneria e di scongiurare ogni possibile forma di investimento dall'estero.
L'Oice ha invece apprezzato la nuova soluzione, considerata un equilibrato punto di compromesso. "Che nessuno parli di condono - ha affermato Patrizia Lotti - è stato sventato il tentativo dei rappresentanti delle professioni tecniche che hanno manipolato una norma con tutt'altre finalità per logiche corporative e mettere le mani su un settore imprenditoriale come il nostro che traina il mercato pubblico e privato dell'ingegneria e dell'architettura in Italia e all'estero, dando lavoro a tanti professionisti, già regolarmente iscritti all'Albo, e contribuendo al bilancio di Inarcassa".
Liberi professionisti contrari
I liberi professionisti, rappresentati dalla Rete delle Professioni tecniche (RPT), continuano ad essere contrari all’ingresso delle società di ingegneria nel mercato privato. Secondo il coordinatore, Armando Zambrano, l’accesso è subordinato al rispetto di alcune regole, ma “è inaccettabile che le società di ingegneria non siano sottoposte al controllo deontologico e disciplinare degli Ordini, l’unico che può comminare sanzioni immediate ed efficaci in attesa che la giustizia ordinaria compia il suo lento corso”. RPT ritiene inoltre illegittimo il registro delle società abilitate ad operare nel settore privato “perché la vigilanza sulle professioni ordinistiche è propria solo ed esclusivamente del Ministero della Giustizia”.Leopoldo Freyrie, Consigliere della Rete e Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, ha fatto quindi appello ad un intervento del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando.
Contrarietà è stata espressa anche dall'Onorevole Pd Serena Pellegrino che, durante la discussione, ha sottolineato come le società di ingegneria debbano iscriversi agli Albi per essere sottoposte alle stesse regole deontologiche dei liberi professionisti. Requisito che non sarebbe garantito dal registro tenuto dall'Anac.