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Centri storici, Architetti: ‘incentivi ai privati per il riuso’

di Alessandra Marra

Il Consiglio Nazionale punta alla collaborazione con i cittadini per l'adeguamento funzionale e tecnologico dei borghi abbandonati e fa un appello per valorizzare Palmanova

Vedi Aggiornamento del 06/06/2016
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12/10/2015 – Il riuso del patrimonio architettonico, con il conseguente adeguamento funzionale e tecnologico, è l’unico modo efficace per valorizzare e tutelare i centri storici italiani, spesso protagonisti di degrado e abbandono.
 
Questa la tesi sostenuta dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in occasione del Convegno di studi “Rigenerazione urbana e vincolo” a Palmanova (UD) il 9 e 10 ottobre 2015.
 

Centri storici: incentivare il riuso

Gli architetti hanno sottolineato che la tutela delle ricchezze architettoniche del nostro Paese, pieno di beni paesaggistici, centri storici e borghi monumentali, deve essere “articolata nella contemporaneità, e deve sapersi adattare ai valori dei tempi”. Per questo risulta fondamentale il Riuso, che passa dell’adeguamento funzionale e tecnologico alla sicurezza dell’abitare.
 
Il Consiglio Nazionale ha anche messo in luce l’importanza di coinvolgere i cittadini nello sviluppo dei centri storici minori, spesso abbandonati, incentivando, anche fiscalmente, il loro riuso.
 
Gli Architetti hanno dichiarato: “Non è più tempo di contrapposizioni ideologiche tra chi vuole demolire e chi considera intoccabile qualunque preesistenza: è tempo, invece, di una discussione aperta e senza pregiudizi culturali, nella quale gli architetti sono impegnati in prima linea, che tenga anche conto del fatto che senza la collaborazione dei cittadini, la tutela dei centri e dei borghi storici è impossibile”.
 
“Dove c'è la vita normale dei cittadini, continua il Consiglio Nazionale, devono esserci tutela e  manutenzione, ma anche le condizioni tecniche, scientifiche e culturali perché la vita contemporanea riusi la storia: il rischio che non si deve correre è quello della museificazione”.
 

Valorizzazione beni culturali: l’impegno degli architetti

Il Consiglio ha aggiunto: “Come architetti siamo consapevoli delle nostre responsabilità civili e intellettuali: è nostro compito trovare soluzioni per un progetto condiviso per le città italiane, unendo le idee dei nostri migliori talenti con le necessità delle comunità che le abitano ed avendo come paradigma negativo il dramma dell’Aquila e della sua ricostruzione, emblema della degenerazione – prima politica oltre che normativa - distruttive di qualunque ipotesi di innovazione, ricerca e soluzione dei problemi”.
 
“Dalle istituzioni, e soprattutto dal Governo e dal Parlamento, ci aspettiamo che la politica per le città diventi strategica per il Paese e che vengano riscritte regole chiare e finalizzate ad un progetto condiviso, per la riduzione del consumo del suolo, il riuso delle città, la bellezza e la sicurezza degli edifici, la tutela attiva dei paesaggi. Ci aspettiamo un doveroso atto di responsabilità verso il futuro di tutti noi” hanno concluso gli architetti.
 

Tutela delle città: il caso di Palmanova

In occasione della giornata conclusiva del convegno l’Ordine degli Architetti della Provincia di Udine, la Federazione degli Ordini degli Architetti del Friuli Venezia Giulia e il Consiglio Nazionale degli Architetti ha rivolto un appello alla Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia al fine di “promuovere e sostenere tutte le iniziative e le azioni in grado di porre fine al degrado che sta compromettendo l’integrità della città di Palmanova e dei suoi bastioni”.

Nell’appello si legge: “La candidatura di Palmanova a Patrimonio dell’Umanità Unesco, all'interno del progetto transnazionale denominato “Le opere di difesa veneziane tra il XV e il XVII secolo”, costituisce un’eccezionale occasione per l'Italia, per valorizzare il proprio enorme patrimonio fisico e culturale all'interno di un progetto fondato sui valori che hanno ispirato il processo d'integrazione europea”; per questo il patrimonio della città “deve essere tutelato e valorizzato anche a livello internazionale”.
 
Per gli architetti Palmanova coniuga due temi che sono di enorme interesse per l’Italia: “la necessità di proteggere e valorizzare i beni culturali e l’urgenza di rigenerare, riconvertire e riutilizzare il patrimonio edilizio esistente, nello specifico caso quello relativo ad un rilevantissimo patrimonio militare dismesso, definendo politiche capaci di individuare percorsi di finanziamento e processi di gestione che siano affrontabili anche da realtà locali di modeste dimensioni e con scarsi mezzi tecnici ed economici”.
 
Concludendo l’appello gli architetti italiani hanno dichiarato: “Al Governo, all'Amministrazione Regionale e alle istituzioni chiediamo che sul caso Palmanova sia mantenuta viva l’attenzione attivando iniziative e riflessioni che possano stimolare gli interventi in tempi stretti e diventino anche un laboratorio di sperimentazione per queste tematiche in cui gli architetti sono pronti a dare il loro contributo. Chiediamo un impegno alle Istituzioni ed alla cittadinanza in modo che vengano attivate tutte le possibili sinergie per fermare il degrado di Palmanova ed in generale del patrimonio storico del nostro territorio”.

 

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