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RISTRUTTURAZIONE

Ferrara, al via il piano per valorizzare il centro storico

di Alessandra Marra

L’accordo prevede la riqualificazione di 13 beni pubblici di pregio per il rafforzamento dell’attrattività turistica

Vedi Aggiornamento del 22/07/2016
14/10/2015 - Riqualificare importanti aree urbane di Ferrara e a migliorarne i servizi attraverso un piano unitario per valorizzare e razionalizzare i beni pubblici di particolare pregio situati nel centro storico della città.
 
Questo ciò che prevede l’accordo, firmato il 12 ottobre 2015 a Ferrara (nel salone d’onore della Pinacoteca nazionale al palazzo dei Diamanti) dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti, dal Ministro dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini, dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, dal Sottosegretario dell'Interno Gianpiero Bocci, dal Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, dal Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi e dal Direttore dell'Agenzia del Demanio Roberto Reggi.


Riqualificazione centro storico: l’accordo

L’accordo sancisce l’impegno a collaborare e ad avviare, in tempi brevi, un articolato programma di valorizzazione e razionalizzazione di 13 beni di proprietà pubblica, di particolare pregio storico e architettonico tutelati dall’Unesco.
 
In particolare, i beni coinvolti sono: Palazzo Furiani, Caserma Bevilacqua, Caserma Caneva – ex Convento Sant’Antonio in Polesine, Cella del Tasso e Auditorium del Conservatorio di Musica “G. Frescobaldi”, Teatro Verdi, Ex Convento di San Benedetto, Museo Nazionale Italiano dell’Ebraismo e della Shoah MEIS, Palazzo Ex Casa del Fascio, Area Stazione ferroviaria e grattacieli, Poligono di tiro a segno, Area Pratolungo, Aeroporto di Ferrara (porzione), Area ex MOF (porzione).
 
Il processo di rivitalizzazione e rigenerazione urbana consentirà di implementare la ricettività turistica e culturale del territorio, grazie al potenziamento di strutture e servizi, e di ottimizzare gli spazi in uso alle amministrazioni pubbliche, in funzione della riduzione della spesa per locazioni passive e delle esigenze delle PA presenti sul territorio.
 
L’accordo prevede l’istituzione di un Tavolo di lavoro permanente, composto da rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti e coordinato dal Comune, che ha l’obiettivo di trovare soluzioni tecniche valide per la valorizzazione delle aree anche attraverso il reperimento delle risorse finanziarie necessarie.
 
Infatti il patto non prevede lo stanziamento di risorse economiche a favore della città, ma mira a concretizzare i progetti già avviati e sbloccare opere e interventi fermi sulla carta.


Centro storico di Ferrara: sinergia tra istituzioni

Secondo Roberto Reggi le operazioni di coordinamento svolte a Ferrara devono essere estese su tutto il territorio in quanto “la conservazione dei beni facenti parte del patrimonio storico artistico è un dovere per lo Stato”.
 
Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini ha commentato: “L’Accordo siglato oggi conferma e rafforza gli obiettivi del programma per la riqualificazione urbana da tempo avviato dal Comune e rilanciato dal programma d’intesa tra Comune e Regione Emilia-Romagna. Oggi, l’estensione di quell’accordo ad altre aree è la dimostrazione di un’Italia che funziona nella sinergia tra le diverse istituzioni, dal Governo centrale agli Enti locali, eliminando pesanti quote di burocrazia e nell’ottica di una collaborazione che ha come obiettivo finale la valorizzazione del nostro straordinario patrimonio culturale, artistico e architettonico”.

“Pochi mesi fa a Mesola abbiamo presentato il Mab Unesco del Delta del Po, un ulteriore riconoscimento che insieme all’accordo di oggi dà impulso alla valorizzazione del territorio, alla tutela del patrimonio pubblico e all’attrattività turistica” ha concluso il presidente della Regione.
 
Tale protocollo si inserisce infatti in una serie di politiche tese a tutelare e valorizzare il centro urbano che dal 1995 è stato inserito, con il delta del Po, nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco. 
 

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