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AMBIENTE

È Verbania la città italiana più vivibile dal punto di vista ambientale

di Rossella Calabrese
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Presentato il Rapporto ‘Ecosistema Urbano’. Legambiente: ‘puntare su mobilità nuova, eco-quartieri, arresto del consumo di suolo’

Vedi Aggiornamento del 30/10/2018
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02/11/2015 - Città ingessate, statiche e pigre; aree urbane che arrancano e faticano a rinnovarsi in chiave sostenibile ed essere culle di una rigenerazione urbana capace di migliorare la qualità dei singoli e della comunità.
 
Così Legambiente sintetizza i risultati della 22^ edizione di Ecosistema Urbano, la ricerca sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, realizzata in collaborazione con l’Istituto di ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.
 
Quest’anno a guidare la classifica nazionale sono: Verbania, Trento, Belluno, Bolzano, Macerata e Oristano. Le peggiori invece (le ultime cinque) sono tutte città del meridione, tre grandi e due piccole: la calabrese Vibo Valentia (101) e le siciliane Catania (100), Palermo (102), Agrigento (103) e Messina (104).
 
Nel complesso i protagonisti delle performance migliori sono i piccoli capoluoghi tutti al di sotto degli 80mila abitanti (Verbania, Belluno, Macerata, Oristano, Sondrio, Mantova, Pordenone) oppure le solite Trento e Bolzano, centri di medie dimensioni (con abitanti compresi tra 80mila e 200mila), e soltanto una grande città: Venezia.
 
A fronte di “lievi eco-performance soprattutto sul fronte della raccolta differenziata e delle energie rinnovabili” - si legge nel comunicato - “manca il coraggio e la voglia di puntare sulla mobilità nuova per uscire dalla morsa di traffico e smog e sugli eco-quartieri per rigenerare le periferie e rilanciare il patrimonio edilizio”.
 
“Per sperare che le nostre città migliorino - dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - c’è una sola strada. Fare la scelta strategica, con i ministeri interessati coordinati da una vera cabina di regia, di fare dell’innovazione urbana e del miglioramento della vita in città la vera grande opera pubblica”.
 
“La trasformazione delle città - prosegue Cogliati Dezza - è una grande sfida che intreccia nuovi bisogni con cambiamenti istituzionali e organizzativi con sviluppo di nuove filiere industriali e passa dalla messa in sicurezza dalle catastrofi naturali, dal rilancio della vita sociale nei quartieri, dalla valorizzazione della cultura, dalla riqualificazione energetica, dall’arresto del consumo di suolo, dagli investimenti nel sistema del trasporto periurbano, dal sostegno alla mobilità nuova”.
 

Le iniziative in corso

Sui punti deboli evidenziati da Legambiente qualcosa si sta però muovendo. Per la mobilità nuova, va registrato lo stanziamento, previsto dal disegno di Legge di Stabilità 2016, di 33 milioni di euro per la mobilità ciclistica, in particolare per ciclovie turistiche, ciclostazioni e interventi per la sicurezza della ciclabilità cittadina.
 
Le periferie degradate saranno oggetto di un Piano di riqualificazione da 194 milioni di euro, il cui bando è stato pubblicato pochi giorni fa.
 
Il contenimento della nuova edificazione è l’obiettivo del disegno di legge sul consumo di suolo all’esame della Camera, che punta su: rigenerazione e riuso del patrimonio edilizio esistente, riqualificazione delle periferie, lotta all’abusivismo edilizio.
 
Per la messa in sicurezza dalle catastrofi naturali, è in corso di realizzazione il Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico: alcuni giorni fa sono stati assegnati 654 milioni di euro ai primi 33 cantieri antiemergenza.
 
A causa dei gravi disagi creati dal maltempo - informa Legambiente - il convegno di presentazione dei dati del rapporto previsto per il 26 ottobre scorso a Benevento, è stato spostato a venerdì 4 dicembre 2015.
 
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