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Cini Boeri racconta di sè e di cosa vuol dire essere architetto
CASE & INTERNI

Cini Boeri racconta di sè e di cosa vuol dire essere architetto

di Valentina Ieva
Commenti 1331

Da madre in figlio il messaggio di un'architettura 'per gli altri'

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16/11/2015 - A pochissimi giorni di distanza dalla premiazione del Bosco Verticale , nominato il più bello e innovativo del mondo dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat (CTBUH), e progettato da suo figlio Stefano, l’architetto e designer Cini Boeri ci racconta cosa vuol dire fare questo mestiere e quali insegnamenti ha trasmesso ai suoi studenti e non solo.
 
La Redazione. Nel corso della sua attività ha avuto collaborazioni importanti, (da Giò Ponti a Zanuso) ricevuto riconoscimenti internazionali, tenuto lezioni in molte università (Milano , Berkeley, Barcellona, San Paolo, Rio De Janeiro, Detroit e Los Angeles). In concomitanza con la chiusura di Expo 2015, quale ritiene che sia il messaggio dell’architettura italiana all’estero?
 
CB. ll progettare non per se stessi ma per gli altri. Credo che l’architetto debba essere in grado di relazionarsi alla società nella quale vive, o meglio, alla società nella quale vorrebbe vivere: dovrebbe essere cosciente della politica, dell’economia e dell’ambiente e dello spazio in cui opera, essere sicuro delle proprie scelte in armonia con esse.
 
La Redazione. Molti  in passato avrebbero voluto distoglierla dal fare l’architetto, in quanto ‘mestiere da uomo’. Cambierebbe qualcosa del suo percorso professionale?
 
CB. No, penso che si trattasse di una stupidaggine maschilista, non mi sono mai preoccupata di essere una donna, anziché un uomo.
 
La Redazione. Ci racconta quale sarebbe e perché il progetto residenziale che meglio la rappresenta?
 
CB. La mia Casa Bunker alla Maddalena, costruita nel 1967. Attorno al soggiorno e cucina comune si affacciano quattro stanze autonome,  ognuna con il suo bagno e la sua uscita verso il mare, autonomia e socialità per scelta, non per imposizione.
 
La Redazione.  Quale eredità morale ha trasmesso a suo figlio Stefano? Quale insegnamento vorrebbe trasferire oggi ai giovani talenti che si avvicinano al mondo dell’architettura e del design?
 
CB.  Progettare l’utile ed il necessario, mai l’inutile.
 
La Redazione.  Donne e autonomia: cosa le fa venire in mente questo binomio oggi?
 
CB. Probabilmente dobbiamo ancora lavorare per conquistare l’autonomia assoluta, io cerco di farlo attraverso i miei progetti.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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mino

Meditate gente, meditate come progettare qualcosa che dura nel tempo. Grazie. Mino

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mino

Meditate gente, meditate come progettare qualcosa che dura nel tempo. Grazie. Mino

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Meditate gente, meditate come progettare qualcosa che dura nel tempo. Grazie. Mino


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