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Stabilità 2016, Ance: sostenere l’offerta di abitazioni di qualità

di Rossella Calabrese

I costruttori propongono una detrazione del 50% dell’Iva pagata sugli acquisti di case nuove in classe energetica A e B

Vedi Aggiornamento del 17/05/2016
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04/11/2015 - Bene il rilancio degli investimenti pubblici, l’eliminazione delle tasse sulla prima casa e la proroga delle detrazioni per ristrutturazioni e riqualificazione energetica, ma occorre fare di più: ad esempio sostenere l’offerta di abitazioni di qualità e superare le sperequazioni esistenti che privilegiano le compravendite di immobili usati, spesso inadeguati ed energivori.
 
Questi i punti principali dell’audizione dell’ANCE in Commissioni Bilancio della Camera dei Deputati e del Senato in seduta congiunta, sul disegno di Legge di Stabilità 2016, svoltasi il 2 novembre scorso.
 
La delegazione dei costruttori, guidata dal Vice Direttore generale, Antonio Gennari, ha giudicando positiva la volontà del Governo di basare la ripresa dell’economia italiana, tra l’altro, su tre interventi di grande interesse per il settore delle costruzioni: il rilancio degli investimenti pubblici, l’eliminazione dell’imposizione patrimoniale sulla prima casa e la conferma delle agevolazioni fiscali per ristrutturazioni ed efficientamento energetico degli edifici.
 
Ma, a completamento dell’azione sul settore immobiliare, l’ANCE ha evidenziato la necessità di utilizzare la “leva fiscale” al fine di incidere, fin da subito, sulla capacità di investimento del settore, sostenendo l’offerta di abitazioni di qualità e superando le sperequazioni esistenti che, nei fatti, privilegiano le compravendite di immobili usati, spesso inadeguati ed energivori.
 

Le misure per la fiscalità immobiliare

L’Ance ritiene positive la proroga per il 2016 delle detrazioni per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica ma continua a chiederne la stabilizzazione, soprattutto per gli interventi più incisivi sotto il profilo statico ed energetico. Apprezzati dai costruttori, inoltre, gli interventi in materia di IMU e TASI e le misure per il settore produttivo (ammortamenti maggiorati, riduzione aliquota dell’IRES, detassazione dei premi di produttività e proroga della decontribuzione).
 
Tuttavia, secondo l’Ance, le misure adottate non sono ancora sufficienti per garantire un effettivo rilancio del mercato immobiliare, né per superare le attuali distorsioni del sistema impositivo locale. Per incentivare il mercato, indirizzando la domanda verso l’acquisto di abitazioni di nuova generazione, l’Ance propone al Governo di introdurre una detrazione del 50% dell’IVA pagata sugli acquisti di case nuove in classe energetica A e B, effettuati fino al 2018.
 
Tale misura - secondo i costruttori - avrebbe il duplice vantaggio, da un lato, di favorire l’avvio di un concreto rinnovamento dello stock abitativo esistente, dall’altro, di correggere alcune evidenti sperequazioni, che finiscono per agevolare l’acquisto da privati di immobili usati ed energivori, perché fiscalmente più conveniente rispetto all’acquisto di un’abitazione “green” da un’impresa.
 
Per chi invece acquista immobili diversi dalla prima casa, la proposta prevede anche l’esenzione triennale dall’IMU, dalla TASI o dalla futura “local tax”. Se poi l’impresa venditrice fosse disponibile ad acquistare in permuta l’abitazione usata del compratore, dovrebbe essere a questa garantito un regime di tassazione agevolata, con applicazione, all’atto d’acquisto, delle imposte in misura fissa. L’agevolazione sarebbe, in ogni caso, subordinata alla riqualificazione anche energetica dell’immobile.
 

Dal Patto di stabilità interno al ‘pareggio di bilancio’

Con riferimento al rilancio degli investimenti pubblici, l’Ance ha rilevato che il ddl di Stabilità 2016 prevede la cancellazione del Patto di stabilità interno e, grazie all’utilizzo della clausola europea per gli investimenti, un’accelerazione della spesa da realizzare nel 2016 per programmi già approvati, nonché un incremento delle nuove risorse stanziate.

La politica di bilancio degli ultimi anni - ha ricordato l’ANCE - ha penalizzato la spesa in conto capitale: dal 2008, anno dello scoppio della crisi, al 2015, si registra una riduzione del 42,8% delle spese in conto capitale, a fronte di spese correnti in aumento (+11,7%). Tale tendenza si è riscontrata anche a livello locale: tra il 2008 e il 2014, i Comuni hanno ridotto del 47% le spese in conto capitale e aumentato del 17% quelle correnti. Tutto questo a causa delle regole di funzionamento del Patto di stabilità interno.
 
Finalmente, il ddl di Stabilità 2016 - recependo un’istanza che l’Ance ha presentato ripetutamente nel corso degli ultimi anni - abolisce il Patto di stabilità interno e introduce il “pareggio di bilancio”. Ciò permetterà agli enti territoriali di poter pagare i debiti con le imprese e di rilanciare l’attività di investimento, favorendo interventi utili al territorio e al benessere dei cittadini, come quelli di manutenzione e messa in sicurezza, in grado anche di sostenere il sistema economico locale.
 

Investimenti in infrastrutture

Il ddl di Stabilità 2016 inverte la tendenza dei sistematici tagli alle risorse per le infrastrutture registrati a partire dal 2009. L’Ance, infatti, stima un incremento dell’1% in termini reali delle risorse per il 2016 rispetto al 2015, grazie al rifinanziamento di 1.200 milioni di euro nel 2016 a favore dell’Anas. Tale decisione è estesa al triennio 2016-2018 e prevede stanziamenti aggiuntivi per 1.300 milioni di euro anche nel 2017 e nel 2018.
 
Particolarmente importante e positiva è - secondo l’Ance - la scelta del Governo di utilizzare la clausola europea per gli investimenti che consentirà di attivare una spesa aggiuntiva nel 2016, rispetto al 2015, di almeno 5 miliardi di euro, di cui circa 3,5 miliardi per interventi infrastrutturali.
 
Secondo le valutazioni dell’Ance, l’utilizzo della clausola europea degli investimenti, oltre all’accelerazione di alcuni progetti infrastrutturali cofinanziati dall’Unione Europea, consentirà di liberare spazi di bilancio a favore del finanziamento aggiuntivo per l’Anas e il rilancio degli investimenti a livello territoriale (Comuni e Regioni), conseguente all’introduzione del “pareggio di bilancio”.

Rent to buy

Infine, l’Ance chiede di incentivare il ‘rent to buy’ perché consente anche ai giovani di accedere gradualmente alla proprietà della casa. Per alcune di queste formule contrattuali, che stanno suscitando sempre maggior interesse, l’unico vero ostacolo è rappresentato dalla tassazione. L’acquirente, infatti, già al momento della firma del contratto, è costretto ad anticipare tutte le imposte dovute sul trasferimento della proprietà, che però giuridicamente avverrà solo dopo diversi anni. Sarebbe quindi equo - secondo l’Ance - posticipare il pagamento delle tasse solo al momento del vero trasferimento di proprietà.
 

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