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RISTRUTTURAZIONE Sismabonus 110%, come si calcolano i limiti di spesa
MERCATI

Confartigianato: il Bonus Mobili incentiverà 1,8 miliardi di euro di spesa

di Rossella Calabrese

Dalla Confederazione una stima sul bonus tradizionale e su quello riservato alle giovani coppie

Vedi Aggiornamento del 01/04/2016
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27/11/2015 - Ammonterà a 1.862 milioni di euro la spesa complessiva incentivabile nel 2016 con il bonus mobili tradizionale e con quello riservato alle coppie under 35.
 
La stima è stata fatta da Confartigianato, in vista della proroga di un anno della detrazione del 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici contestuale ad una ristrutturazione edilizia, e dell’introduzione di un bonus del 50% per l’acquisto di mobili da parte di coppie under 35.
 
Secondo la Confederazione degli artigiani, la spesa complessiva incentivabile con i due bonus mobili, ammonta a 1.862 milioni di euro, pari al 18,0% della spesa per consumi finali delle famiglie.
 
La propensione più elevata all’utilizzo delle detrazioni per le spese di arredo in rapporto al reddito imponibile - rileva lo studio - si riscontra in P.A. Trento, P.A. Bolzano, Emilia Romagna, Valle d’Aosta, Marche e Friuli Venezia Giulia.
 
Gli incentivi fiscali della domanda interessano anche l’offerta del mobile di artigianato di alta qualità prodotto in Italia da 15.052 imprese artigiane - il 54,1% delle 27.832 imprese del settore - che danno lavoro a 51.535 addetti. L’84,9% dell’occupazione si riferisce alla produzione specializzata in mobili per la casa mentre il rimanente 15,1% degli addetti è impiegato in imprese specializzate in mobili per ufficio.
 
Tuttavia - spiega Confartigianato - persiste la debolezza della domanda interna: nei primi otto mesi del 2015, il fatturato nel settore della Fabbricazione di Mobili registra un incremento del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2014; la crescita è tutta determinata dal mercato estero, in salita dell’8,8%, mentre il fatturato interno segna ancora una flessione dello 0,9%.
 
Anche la domanda di lavoro rimane debole: nell’ultimo anno il settore dei Mobili in Italia ha registrato una caduta dell’1,8% dell’occupazione, più accentuata rispetto al calo dell’1,2% registrato nell’Eurozona a 19.
 
La crisi della domanda interna negli ultimi anni - tra il 2011 e il 2014 la spesa delle famiglie per mobili, elettrodomestici e manutenzione della casa a prezzi correnti è scesa dell’11,1% - ha maggiormente orientato le imprese sui mercati esteri; le esportazioni nella Fabbricazione di Mobili negli ultimi dodici mesi (settembre 2014-agosto 2015) valgono 8.998 milioni di euro e sono salite del 5,9% rispetto agli 8.500 milioni dei dodici mesi precedenti, con un saldo del commercio estero positivo per 7.107 milioni di euro.
 
Le prime dieci province esportatrici sono Treviso con 1.574 milioni di euro export negli ultimi quattro trimestri (III tr. 2014-II tr. 2015), seguito da Monza e Brianza con 780 milioni, Pordenone con 676 milioni, Como con 662 milioni, Udine con 457 milioni, Milano con 374 milioni, Bari con 366 milioni, Vicenza con 352 milioni, Pesaro e Urbino con 305 milioni e Padova con 214 milioni - conclude il report degli Artigiani.
 

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