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MERCATI

Mercato delle costruzioni, Cresme: segni di uscita dalla recessione

di Alessandra Marra

L’Istat registra un aumento dello 0,4% dopo 4 anni di crisi. Per l’Ance il 2016 sarà un anno di svolta

Vedi Aggiornamento del 30/05/2017
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23/11/2015 – Secondo il Cresme lo scenario economico italiano presenta segni di uscita dalla recessione e per l’Istat dopo 4 anni in calo il settore edile torna a crescere con un +0,4% su base annua.
 

Cresme: Settimo ciclo edilizio e seconda rivoluzione industriale per le costruzioni

Nel nuovo rapporto sul settore delle costruzioni, che sarà presentato domani, il Cresme evidenzia che nel 2016-2018 si entra nel settimo ciclo edilizio; “un ciclo edilizio selettivo in termini di tipologie di prodotti, di servizi, di modelli di offerta e di territori, ma che segna l’avvio di una fase nuova”.
 
Il Cresme infatti mette in luce che nonostante la crisi “una parte del mercato delle costruzioni è stata “occupata” dai servizi e dagli impianti".
 
Per il Cresme “l’onda della quarta rivoluzione industriale dell’economia investe anche il settore delle costruzioni, spingendolo verso la sua seconda rivoluzione industriale, dopo quella ottocentesca del cemento armato. Produttività e modelli organizzativi vengono messi alla prova in un clima ancora incerto, ma che sta migliorando. Innovare diventa la parola chiave per le costruzioni nel settimo ciclo edilizio”.
 
In questo contesto il Rapporto del CRESME spiegherà cos’è l’innovazione nelle costruzioni, se, oltre al settore delle riqualificazioni, può esserci la ripresa per quello delle nuove costruzioni e se lo sviluppo economico si può fare senza crescita urbana.
 

Costruzioni: i dati Istat

Che il settore edile torna a crescere dopo 4 anni in calo lo dimostrano anche i dati Istat sulla produzione delle costruzioni che segnalano per la prima volta a settembre 2015 un’inversione di tendenza con un +0,4% su base annua, rispetto allo stesso periodo del 2014. 
 
Si tratta del primo dato tendenziale positivo dopo quattro anni e mezzo di cali progressivi; l’ultimo dato con il segno ‘più’ infatti risale a febbraio 2011.
 
Il settore delle costruzioni è stato infatti uno dei più colpiti dalla crisi, perdendo quasi 800 mila posti di lavoro; basti considerare infatti che i permessi di costruire sono crollati al di sotto dei livelli del 1936.
 
Il dato quindi, seppur lieve, è un segnale positivo dopo anni di forti flessioni, soprattutto se lo si legge in abbinamento ai segnali di crescita nei bandi di gara per lavori pubblici e nel mercato immobiliare residenziale, sia in termini di compravendite che di mutui erogati alle famiglie per l’acquisto di un’abitazione.
 

Edilizia in crescita: l’ottimismo di De Albertis

Il presidente dell’Ance, Claudio De Albertis invita ad essere ottimisti perché il “2016 sarà un anno di svolta” considerando i riscontri di “tutta una serie di dati abbastanza confortanti sia sul numero che sugli importi dei lavori pubblici e sui mutui”.
 
De Albertis infatti confida in una “rapida approvazione di provvedimenti molto positivi per l’edilizia come la Legge di Stabilità 2016  e il Codice degli Appalti.
 
Infine il presidente Ance ha dichiarato che si deve sostenere il settore edile attraverso “piccoli interventi fondamentali per dare smalto alla ripresa a partire dalla detrazione del 50% dell’Iva pagata sull'acquisto di abitazioni in elevata classe energetica”.
 
 

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