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Case popolari, via ai lavori di recupero per 468 milioni di euro

di Paola Mammarella

Le Regioni potranno assegnare a Comuni e Iacp le risorse per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli immobili ora inutilizzabili

Vedi Aggiornamento del 04/09/2017
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10/11/2015 – È stato registrato dalla Corte dei Conti il decreto che autorizza le Regioni a spendere i 468 milioni di euro del Piano Casa del Governo Renzi per il recupero degli alloggi sociali.
 
Le risorse finanzieranno interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, che secondo le stime del Governo renderanno di nuovo disponibili più di 20 mila alloggi ora inutilizzati.
 
Una volta ottenuti i fondi, le Regioni li gireranno a Comuni e Istituti autonomi case popolari (Iacp), o enti con le stesse finalità, che gestiranno materialmente la realizzazione dei lavori.
 
Regioni, Comuni e Iacp dovranno rispettate tempistiche precise per l’erogazione dei fondi, l’avvio dei cantieri e la conclusione dei lavori. Le Regioni riceveranno un’apposita comunicazione ministeriale ed entro 30 giorni dovranno trasferire le risorse a Comuni e Iacp. A partire da questo momento, i lavori di lieve entità dovranno terminare entro 60 giorni e quelli più pesanti dovranno iniziare entro un anno.
 

468 milioni per il recupero degli alloggi di edilizia popolare

Ricordiamo che il Piano Casa voluto dal Governo Renzi (DL 47/2014) ha stanziato 468 milioni di euro lungo due direttrici. La prima comprende interventi di lieve entità, cioè lavori di importo fino a 15 mila euro, pensati per rendere subito disponibili gli alloggi sfitti attraverso interventi di manutenzione e efficientamento. A questo gruppo sono stati destinati 67,9 milioni di euro.
 
La seconda linea di intervento riguarda i lavori di ripristino e manutenzione straordinaria fino a 50 mila euro. Rientrano in questo gruppo i lavori per l’efficientamento energetico degli edifici che portino ad una riduzione almeno del 30% dei consumi registrati nell’ultimo biennio, la messa i sicurezza delle parti strutturali e l’adeguamento antisismico, la rimozione di materiali nocivi come piombo e amianto, il superamento delle barriere architettoniche, la manutenzione delle parti comuni e delle pertinenze, il frazionamento e l’accorpamento degli alloggi in considerazione delle diverse esigenze abitative. Le risorse assegnate a questi interventi ammontano a poco più di 400 milioni di euro.
 
Il DM 16 marzo 2015 ha ripartito le risorse tra le Regioni tenendo conto del numero di alloggi di risulta, del numero di sfratti e della presenza di Comuni ad alta tensione abitativa.
 

Social housing verso l’avvio dei lavori

Il decreto varato dal Ministero delle infrastrutture e trasporti il 12 ottobre 2015, e ora registrato dalla Corte dei Conti, dà alle Regioni 30 giorni di tempo per adottare il provvedimento con cui si concedono i finanziamenti e trasferire le risorse ai Comuni e agli Iacp.
 
I Comuni e gli Iacp entro 60 giorni dal varo del provvedimento regionale dovranno concludere i lavori di manutenzione ordinaria. Gli interventi di ripristino e manutenzione straordinaria dovranno invece iniziare entro un anno dal provvedimento regionale. Il mancato rispetto di queste tempistiche sarà punito con la revoca dei finanziamenti.
 

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