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Compensi CTU, gli Ingegneri spiegano come richiederli

di Paola Mammarella
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Chiesto un protocollo di intesa tra professionisti e giudici per definire con certezza modalità e termini di pagamento

Vedi Aggiornamento del 30/08/2017
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25/11/2015 – Istruzioni ai consulenti tecnici d’ufficio (CTU) per la compilazione della nota di liquidazione del compenso. Ma anche la richiesta di un protocollo di intesa tra Ordini professionali e Tribunali per definire con certezza i compensi dei CTU.
 
Sono i contenuti della circolare 630/2015 con cui il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) ha diffuso il documento “Considerazioni sulla normativa vigente in tema di onorari, indennità e spese dei periti e dei CTU in ambito penale e civile” messo a punto dal gruppo di lavoro “Ingegneria Forense” che fa capo al CNI.
 
Il documento, oltre a ripercorrere il panorama normativo che fa da cornice alla definizione dei compensi dei CTU, fornisce degli esempi per arrivare ad una quantificazione univoca degli onorari.
 
Partiamo dal presupposto che il Consulente tecnico d’ufficio è interpellato dal giudice durante una causa. Il giudice può porgli uno o più quesiti, quindi, sottolinea il CNI, il compenso deve variare in base alle singole prestazioni eseguite.
 
La tipologia delle prestazioni che i CTU sono chiamati a effettuare sono indicate nel DM 30 maggio 2002, che contiene anche una serie di indicazioni per determinare i compensi. Si tratta però di tetti minimi e massimi o di percentuali sul valore della causa, che hanno finora lasciato molta discrezionalità ai giudici e creato dubbi sulla corretta applicazione della normativa.
 
Per compilare la nota di liquidazione del compenso, il CNI spiega che il CTU deve indicare a quali articoli del DM 30 maggio 2002 si riferisce la sua prestazione, verificare la presenza di condizioni di eccezionale importanza o particolare complessità che possono far aumentare i compensi fino al doppio, elencare le spese sostenute per svolgere l’incarico e precisare che l'importo richiesto deve essere considerato al netto dell'IVA e del contributo previdenziale.
 
Per determinare i compensi in modo univoco e trasparente, il CNI propone quindi l’adozione di un protocollo con indicazioni di esempi tipici di prestazioni di eccezionale importanza, complessità e difficoltà. Il protocollo dovrebbe prevedere anche il versamento anticipato delle somme necessarie per indagini strumentali alla prestazione previa autorizzazione e presentazione del preventivo.
 
Il protocollo, sostiene il CNI, dovrebbe anche fare chiarezza nei metodi per la determinazione del compenso. Al momento ce ne sono tre. Il primo prevede onorari variabili da un minimo a un massimo e presuppone quindi valutazioni sulla difficoltà, la completezza e il pregio della prestazione, che dovrebbero essere svolte secondo parametri comuni. A detta del CNI, ad esempio, la semplice estrazione di dati inerenti al cantiere dovrebbe essere valutata diversamente dalla revisione critica dei dati e dalla valutazione di vizi o difetti presenti nell’opera. Il secondo metodo prevede onorari a percentuale, che vanno calcolati sul valore della causa. Anche in questo caso il CNI ritiene che il giudice debba sempre accertare il valore della causa anche utilizzando gli accertamenti del CTU. Il terzo metodo prevede onorari a tempo, da utilizzare solo se il ricorso agli altri due metodi risulta impossibile e basandosi sul sistema delle vacazioni.

 
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