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Gare di progettazione, più tolleranza per i professionisti con debiti con Inarcassa

di Paola Mammarella

Certificato di regolarità contributiva anche con debiti fino a 500 euro o se non è stato pagato il contributo minimo corrente

Vedi Aggiornamento del 03/08/2016
Commenti 9102
04/11/2015 – È diventata più alta la soglia di tolleranza per i professionisti che, nonostante qualche irregolarità contributiva, vogliono partecipare alle gare per l’affidamento dei servizi di progettazione.
 
Sono entrate in vigore le misure decise dal consiglio di amministrazione di Inarcassa, Cassa di previdenza degli ingegneri e architetti liberi professionisti, per far fronte alle difficoltà della crisi.
 

Regolarità contributiva, chi può partecipare alle gare

Dal 1° novembre 2015 possono ottenere il certificato di regolarità contributiva, indispensabile per accedere al mercato degli appalti, anche gli iscritti a Inarcassa che non hanno provveduto al pagamento della contribuzione minima corrente (che per il 2015 ammonta a 3016 euro) o che hanno un debito grave fino a 500 euro.
 
In fase di richiesta del certificato, il professionista avrà a disposizione 15 giorni di tempo per regolarizzare la sua posizione. Una volta ottenuto il certificato di regolarità contributiva, questo avrà una validità di 120 giorni.
 
Le misure sono state adottate a fine settembre e, come sottolineato dal presidente di Inarcassa, Giuseppe Santoro, costituiscono un miglioramento rispetto alla situazione precedente.
 
Fino al 31 ottobre, infatti, bastava un debito di 100 euro per essere esclusi dalle gare per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura. La stessa sorte toccava a chi non aveva pagato il contributo minimo corrente e per regolarizzare la propria posizione c’erano solo 7 giorni di tempo.
 

Regolarità contributiva e Durc

Per chiarire i dubbi sui confini della regolarità contributiva e sui requisiti di idoneità per partecipare alle gare d’appalto, Inarcassa ha già avuto modo di spiegare che il certificato di regolarità contributiva è diverso dal Durc.
 
Il certificato di regolarità contributiva, richiesto ai progettisti nelle gare per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura riguarda i versamenti a Inarcassa, cioè al loro ente previdenziale, come previsto dall’articolo 90, commi 6 e 7, del Codice Appalti (D.lgs. 163/2006).
 
Il Durc, regolato dall’articolo 6 del Regolamento Attuativo del Codice Appalti (Dpr 207/2010), è invece richiesto alle imprese e riguarda gli adempimenti nei confronti di Inps, Inail e Casse edili per la tutela dei dipendenti.
 

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Altri commenti
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Dott. Agronomo Giuseppe TOMAO

Come al solito INARCASSA gioca sull'equivoco, Documento Unico di Regolarità Contributiva e Regolarità Contributiva (come se fosse quest'ultimo una entità autonoma normata a parte)! Se i 5.000 € si riferiscono ai contributi per un professionista con rapporto di lavoro DIPENDENTE, sarebbe lostesso INARCASSA leggittimata a rilasciare DURC (perchè di questo si tratta) positivi in spregio a quanto non potrebbe fare l'INPS per un dipendente sia esso Impiegato o Operaio ?!

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giorgio

Non sono tanto i debiti verso INARCASSA ma i requisiti che impediscono al 90% dei professionisti di partecipare alle gare!!!