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PROFESSIONE

Società di ingegneria e mercato privato, i professionisti tornano all’attacco

di Paola Mammarella

Rete Professioni Tecniche: ‘siamo contrari a qualunque sanatoria dei contratti’, Oice: ‘non c’è nulla da sanare, operiamo legittimamente’

Vedi Aggiornamento del 23/06/2017
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20/11/2015 – “Contrarietà a qualunque sanatoria sui contratti sottoscritti illegalmente”. È la posizione che la Rete delle professioni Tecniche (RPT) ha espresso sul disegno di legge Concorrenza nel corso di un’audizione in Commissione Industria al Senato.
 
I contenuti dell’audizione sono stati diffusi dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) con la circolare 629/2015.
 
“Confermare la norma che non sana nulla perché nulla c'è da sanare”, replica l’Oice, Associazione che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica, intervenuta anch’essa nel ciclo di audizioni sul disegno di legge.
 

Rete Professioni Tecniche

Nel mirino dei professionisti c’è sempre l’apertura del mercato privato alle società di ingegneria, contenuta nell’articolo 46 (prima articolo 31) del disegno di legge sulla concorrenza. Secondo RPT, nonostante le modifiche introdotte nel testo approvato dalla Camera, le società di ingegneria non si conformano adeguatamente agli obblighi previsti per i professionisti e le Società tra professionisti (STP), contraddicendo quindi i principi della leale concorrenza.
 
Al termine dell’audizione i senatori si sono detti disponibili ad accogliere degli elementi migliorativi e hanno chiesto l’invio di una specifica proposta emendativa. Sull’argomento sono inoltre in corso degli incontri bilaterali con i senatori impegnati direttamente sul ddl Concorrenza.
 

Società di ingegneria

L’Oice ha chiesto invece che la norma sia confermata così come approvata dalla Camera. Secondo il presidente, Patrizia Lotti, la norma “non sana nulla perché nulla c'è da sanare. Dal '97 le società di ingegneria possono legittimamente operare nel privato come ha detto già nel 2005 la giurisprudenza e come ha di recente confermato anche il tribunale di Bologna con la sentenza del 7 agosto scorso. L'auspicio è quindi che la si faccia finita con la contro informazione demagogica e corporativa”.
 
L’associazione ha quindi chiesto al Senato di esaminare la disposizione approvata dalla Camera tenendo conto del quadro normativo vigente, delle norme europee e della giurisprudenza, ma soprattutto della differenza che renderebbe difficile alle società di ingegneria attenersi agli adempimenti previsti per le società tra professionisti.
 

Professionisti e società di ingegneria nel mercato privato

Il disegno di legge sulla concorrenza prevede che, in applicazione della Legge 266 del 7 agosto 1997, sono validi a ogni effetto i rapporti contrattuali, intercorsi a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge 266/1997 (11 agosto 1997), tra soggetti privati e società di ingegneria costituite in forma di società di capitali o di società cooperative. RPT considera questa disposizione un condono di contratti stipulati in modo illegittimo.

Date le proteste dei professionisti, per il futuro, cioè a partire dall’entrata in vigore della legge sulla concorrenza, alle società di ingegneria sono state poste una serie di condizioni per operare nel mercato privato.
 
In un primo momento era stato deciso l’obbligo di farle iscrivere all’Albo. Questa soluzione è stata però superata con l’approvazione del ddl da parte della Camera, che ha prescritto alle società di ingegneria di stipulare una polizza professionale e garantire che le attività siano svolte da un professionista iscritto all’Albo. È stato inoltre previsto che l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) pubblichi sul proprio sito internet l’elenco delle società che rispettano tutti questi requisiti.
 
Si attende ora di capire se il passaggio al Senato, che vedrà sicuramente riaccendersi il dibattito, introdurrà altre modifiche al testo.

 

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